#S4P2019

Il fascino pericoloso dell'ignoranza

15-16 NOVEMBRE 2019 UNIVERSITÀ BOCCONI

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Art for Peace Award negli anni

Ogni anno durante la conferenza di Science for Peace, Fondazione Veronesi confersce l'Art for Peace Award, un premio destinato ad un'artista che si sia impegnato a favore di una cultura di pace e la cui produzione artistica sia allineata ai temi della conferenza.

Nel 2019 l'Art for Peace Award viene consegnato a FRANCESCO BRUNI e GIULIANO MONTALDO per il film  TUTTO QUELLO CHE HO
Una pellicola intensa che vuole proporre una riflessione sulla contemporaneità e che si inserisce a pieno titolo nel dibattito proposto da Science for Peace 2019: il fascino pericoloso dell’ignoranza. 
La trama del film mette al centro la storia di una relazione fuori dagli schemi tra un ragazzo di 22 anni, piuttosto borderline, e un vecchio signore dai modi raffinati, poeta dimenticato e affetto da una leggera forma di Alzheimer.
Il rapporto tra i due protagonisti è segnato da una iniziale diffidenza, che viene subito eliminata dalla totale assenza di pregiudizio da parte dell’anziano poeta (uno strepitoso Giuliano Montaldo) nei confronti del giovane e nuovo accompagnatore. Fra i due si stabilisce un rapporto di reciproco scambio. Uno è in soccorso dell’altro. L’ignoranza e la superficialità rappresentano il minimo comune denominatore del giovane con il suo gruppo di amici, più che un vanto.  La cultura e la personalità del vecchio diventano occasione di crescita e assunzione di consapevolezza. Il punto più alto del film è raggiunto quando l’anziano chiama finalmente il giovane con il suo nome: lo riconosce e gli restituisce un’identità.
Il giovane si fa curioso, non senza contraddizioni e incertezze, nei confronti della quantità umana del vecchio e piano piano entra scopre il fascino della conoscenza. Ed è questa la chiave di volta di un film che riesce a creare un contesto totalmente privo di preconcetti all’interno del quale è possibile scatenare curiosità, desiderio di crescita, voglia di cambiamento. 
Il poeta dimenticato diviene quindi una figura di riferimento, che riesce a non essere mai patetica, per i giovani amici romani ai quali la società sembra non dare più nulla. Insieme, in questo incontro fra generazioni, riescono a trovare un punto di convergenza, un terreno fertile nel quale il poeta diventa l’occasione di riscatto da un mondo annientato dall’ignoranza e dalla noia.



 

LE EDIZIONI PRECEDENTI




2018

All'agenzia fotografica Magnum Photos, per aver saputo catturare tramite i loro 60 fotografi con un'ineguagliabile visione gli avvenimenti importanti del nostro tempo, dai conflitti alle rivoluzioni, ma anche i momenti di vita quotidiana e i personaggi del mondo dell’arte e della cultura


 

2017
All'artista catalano Joan Fontcuberta, per aver essere riuscito ad insinuare il dubbio sull’attendibilità della rappresentazione e di dimostrare quanto sia complesso raccontare la realtà, in un’epoca in cui tutti, avendo a disposizione una fotocamera, sono divenuti produttori di storie visive. 

2016
All'artista di origine albanese Adrian Paci, per aver affrontato nelle sue opere la perdita, l'abbandono, la lontananza, il ricordo che si accompagnano all'esperienza della migrazione.

2015
Alla fotoreporter americana Stephanie Sinclair, per aver realizzato lavori che denunciano le violazioni dei diritti umani nel mondo, specialmente quelle perpetrate nei confronti delle donne, come il caso dei matrimoni precoci che vengono ancora oggi celebrati in numerosi paesi.

2014
All’artista dei graffiti yemenita Murad Subay, per aver dato vita all’arte dei graffiti nel suo paese all’indomani della Primavera Araba, diffondendo un messaggio di pace.

2013
Alla cantante Fatoumata Diawara, in arte Fatou, per il forte impegno che la sua musica rivela a favore dei diritti delle donne del suo paese, il Mali.

2012
Allo scrittore e saggista israeliano David Grosmann, per la sua continua testimonianza a favore del dialogo e contro ogni violenza.

2011
Al fotoreporter Joao Silva, perchè i suoi scatti hanno sempre denunciato l'orrore della guerra e la volontà di cambiamento.

2010
Al regista Xavier Beauvois, per il suo mirabile film “Uomini di Dio” tratto dalla storia vera dei monaci di Tibhirine uccisi dai terroristi della Gia, emblema di tolleranza e umana fraternità.

2009
Al Maestro Daniel Barenboim, per aver creato la West-Eastern Diva Orchestra, che riunisce musicisti palestinesi e israeliani.

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