#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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Stephanie Sinclair

Fotoreporter e Fondatrice dell'organizzazione no profit Too Young to Wed

Stephanie Sinclair, classe 1973, è conosciuta soprattutto per aver essere entrata in contatto con i problemi più sensibili legati ai diritti umani ed in particolare alle differenze di genere nel mondo. Ha documentato i conflitti che più hanno caratterizzato l’ultima decade con intrepida persistenza. Le immagini dell’occupazione in Iraq e della guerra in Afghanistan sono state ampiamente pubblicate e descrivono la caratterizzano in maniera inconfutabile la violenza in termini tutt’altro che umani.

Nonostante abbia fotografato i drammatici momenti della guerra, gli scatti della Sinclair che più saltano all’occhio sono quelli che raccontano la brutalità affrontata ogni giorno da giovani ragazze in tutto il mondo. Le immagini della Sinclair marcano uno scambio tra fiducia e compassione, ma consentendo di venire fotografate nella loro più profonda vulnerabilità, le persone ritratte in queste immagini dimostrano anche un raro coraggio.

La chiave di volta della carriera di Stephanie è la serie di fotografie, realizzate nel corso di 13 anni, che compongono il progetto Too Young to Wed. Questo esamina la problematica pratica del matrimonio precoce e forzato, che succede in diverse culture nel mondo ancora oggi. La serie ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello globale, fra cui tre World Press Photo Awards e numerose esibizioni in contesti prestigiosi, fra cui le Nazioni Unite (2012, 2014) e la Whitney Biennal (2010) a NY. Altri premi a questo progetto includono il Lucie Humanitarian Awards 2015, l’ International Center of Photography 2014, Infinity Award e, premio senza precedenti, tre Visa D’Or  Feature Awards del festival del fotogiornalismo Visa pour l’Image in Francia. Inoltre il premio foto dell’anno dell’UNICEF, l’Alexia Foundation Professional Grant e il Lumix Festival for Young Photojournalism Freelens Award. Altri lavori della Sinclair hanno ricevuto diversi riconoscimenti che comprendono, nel 2008, il Care International Award for Humanitarian Reportage, L’Overseas Press Club’s Olivier Rebbot Award nel 2009 per il suo saggio Una Tradizione Tagliente: Dentro una Celebrazione per la Circoncisione di una Donna Indonesiana, un altro World Press Photo Award per la copertura fotografica della guerra fra Israele e gli Hezbollah in Libano nel 2006 e un Premio Pulitzer nel 2000 per il documentario sui fallimenti sistematici dell’industria aeronautica statunitense. Le fotografie della Sinclair vengono regolarmente pubblicate in tutto il mondo su prestigiose testate quali il National Geographic e il New York Times Magazine.

Oltre alla fotografia Stephanie ha trasformato la serie fotografica Too Young to Wed in un’organizzazione no profit con lo stesso nome, la cui missione è di proteggere i diritti delle bambine e mettere fine al fenomeno dei matrimoni precoci. In qualità di direttore esecutivo della Fondazione Too Young To Wed, Stephanie ha cercato di utilizzare il potere visivo delle storie raccontate dalle sue fotografie per fornire le prove delle sfide che ogni giorno vengono affrontate da ragazze e bambine in tutto il mondo. L’organizzazione amplifica le voci di ragazze e bambine coraggiose per accrescere l’attenzione, la passione e ispirare la comunità globale ad agire per terminare i matrimoni precoci. Nonostante questo la Sinclair non si accontenta di attirare l’attenzione verso il problema. Too Young to Wed trasforma infatti le influenze in azioni tangibili sul campo attraverso collaborazioni con le NGO locali ed internazionali e supportando iniziative all’interno delle comunità in cui vivono le bambine ritratte nelle fotografie.

Nonstante il suo impegno con Too Young to Wed, Stephanie Sinclair è rimasta molto colpita guardando il mondo rendersi conto dell’orribile realtà affrontata dalle bambine obbligate a sottoporsi a matrimoni forzati. Non appena l’organizzazione ha dato i suoi primi frutti, grazie ad investimenti mirati e ad un’ adeguata istruzione , le comunità hanno iniziato a metter fine alla violenta pratica. Con un po’ più di attenzione, supporto e impegno da parte delle persone che sono rimaste colpite da questo lavoro, Stephanie e Too Young to Wed sono sicure che, insieme, si possa mettere fine a questo fenomeno entro una sola generazione.

 

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