#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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Guido Podestà

Presidente della Provincia di milano

Nato a Milano, il 1° aprile 1947. Sposato, con quattro figli.
Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dipartimento di Urbanistica e Scienza del Territorio.
Ha operato per oltre 40 anni nel settore edilizio ed immobiliare.
Dal 1994 al 2009 Membro del Parlamento Europeo con le seguenti cariche:
1997 - 2004 Vice Presidente del Parlamento Europeo.
- Membro delegazioni “UE-TURCHIA” e “UE-America del Sud”;
- membro seguenti Commissioni: Mercato Interno e Protezione Consumatori; Ambiente;
Sanità pubblica e Sicurezza Alimentare; Agricoltura;
Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo alla Commissione parlamentare mista Europa-Romania.
Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per i rapporti con l’Afghanistan.
Presidente intergruppo “Terza e Quarta Età”del Parlamento Europeo. Promotore progetto ENEA.
Responsabile rapporti tra il Parlamento Europeo e Parlamentari nazionali dei 15 Stati membri e per le relazioni con i 13 Paesi candidati ad entrare nella U.E
Responsabile rapporti tra Parlamento Europeo e paesi non candidati del Sud-Est europeo.
Membro delegazione del Parlamento Europeo per rapporti con Confederazione Elvetica, Norvegia, Islanda e membro delegazione per relazioni con Repubblica Popolare Cinese.
Rappresentante del Parlamento Europeo e della COSAC (Conferenza Organi Specializzati in Affari Comunitari) all’Assemblea dei Presidenti dei Parlamentari nazionali dell’Unione.
Membro Commissioni Bilancio, Ambiente, Occupazione e Affari Sociali, Industria, Commercio Esterno, Ricerca, Energia.
Vice Presidente del CIME (Consiglio Italiano del Movimento Europeo).
Da giugno 2009 è Presidente della Provincia di Milano; membro del Consiglio di
Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala; Presidente dell’Ambito Territoriale Ottimale del ciclo idrico integrato della Provincia di Milano; Presidente del Parco Agricolo Sud Milano.
Presidente per l’Italia e Vice Presidente per l’Europa di Fedenatur (Federazione Europea degli Spazi Naturali e Periurbani Protetti).
membro del Consiglio di Amministrazione della società Cassa Depositi e Prestiti; Vice Presidente di Fedarene (Federazione europea delle organizzazioni regionali e locali per l’energia e l’ambiente).
Membro del Consiglio di Amministrazione di Confederazione Autostrade S.p.A.

La nascita degli Stati Uniti d’Europa, quale importante prospettiva per un processo di unificazione globale.

Mentre il mondo si interroga, col fiato sospeso, sulle possibili evoluzioni dell'ultima pericolosa crisi mediorientale, quella siriana, l'Unione europea continua a dividersi, incapace di batter ciglio e relegandosi nuovamente nella più assoluta marginalità.
Eppure mai come oggi sarebbe necessario il protagonismo di una grande potenza globale, mediatrice e capace di infl uenzare positivamente gli altri grandi attori (USA, Russia e Cina per esempio) rispetto a posizioni sempre più distanti che tanto possono nuocere all'ordine o al disordine mondiale.
Ma l'Europa continua a mancare, assumendo posizioni diverse tra Stati membri che invocano astrattamente l'intervento delle Nazioni Unite, fino ad altri che si schierano col grande alleato americano.
Ma, facciamo un passo indietro nella nostra storia recente.
Troppe volte ci siamo soffermati su un processo di integrazione europea che ha privilegiato le questioni dell’economia e degli scambi commerciali ove pure importanti risultati sono stati ottenuti. A livello politico e sociale, invece, l’integrazione procede a rilento a causa soprattutto dei timori degli Stati membri di dover cedere ulteriormente sovranità nazionale. I limiti delle politiche nazionali, così come i limiti delle politiche europee si manifestano, in tutta la loro inadeguatezza, nei più svariati ambiti della vita reale: dal governo di crisi economiche, finanziarie e sociali, alla politica estera e di difesa comune a quella migratoria e così via.
Il tentativo di accelerare l'unifi cazione politica dell'Unione col progetto di Costituzione europea del 2005 è naufragato a causa di consultazioni referendarie tenutesi in alcuni Stati membri.
Oggi ci troviamo di fronte a un bivio: l’Europa unita potrà forse sopravvivere se più forte e più integrata che mai. Oppure soccombere sotto il peso delle spinte disgregatrici e delle tentazioni intergovernative che con la crisi hanno ricominciato a minare le basi stesse del progetto di integrazione.
Chi crede nella prima opzione deve lavorare per creare, oggi e non più domani, gli “Stati Uniti d’Europa”, elemento decisivo non soltanto per la pace e il benessere di tutti gli europei, ma anche per garantire una stabilità mondiale che rischia di essere minata da crisi continue e dalle conseguenze ancora indefinite e potenzialmente drammatiche. Ma si dovrà saper rappresentare ai nostri cittadini una costruzione di Europa Unita meno tecnocratica e più capace di mettere in fase nei tempi e nei modi le esistenti diversità dei territori che la compongono.

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