#S4P2018

DISUGUAGLIANZE GLOBALI

15-16 NOVEMBRE 2018 UNIVERSITÀ BOCCONI

X

Ombretta Di Giovine

Professoressa di Diritto Penale, Università degli Studi di Foggia

Ombretta Di Giovine è nata a Foggia nel 1968 e si è laureata in Giurisprudenza presso la LUISS nel 1992. Borsista ed assegnista presso la LUISS, nel 2002 è diventata ricercatrice di diritto penale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Roma due - Tor Vergata; quindi professore associato (2004) ed infine (2006) professore ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Foggia, dove insegna attualmente diritto penale e diritto penale dell’economia. Tra il 1996 e il 2002 è stata titolare di incarichi di consulenza giuridica presso il Ministero della Giustizia. Nel 1998 è stata membro della delegazione italiana nei lavori della Conferenza mondiale per l’istituzione della Corte Penale Internazionale e tra il 2000 e il 2001 ha fatto parte della delegazione italiana per lo svolgimento dei programmi PHARE in materia di contrasto della corruzione e della criminalità organizzata nell’ambito dell’Unione europea. Sempre tra il 1996 e il 2002 ha partecipato, in qualità di membro o di componente del Comitato scientifico, a commissioni e gruppi di studio ministeriali, tra cui quelli presieduti da Giorgio Lattanzi in materia di responsabilità sanzionatoria delle persone giuridiche; Carlo Federico Grosso sulla riforma del codice penale; Tullio Padovani in tema di depenalizzazione dei reati minori; ancora Tullio Padovani sulla riforma del giudice unico in materia penale; Giovanni Fiandaca per la redazione di un testo unico in tema di contrasto alla criminalità organizzata; Flavia Lattanzi per l’attuazione degli strumenti internazionali; Pranzetti per l’attuazione di alcuni strumenti internazionali; Benedetto Conforti per l’attuazione dello Statuto della Corte penale internazionale. È autrice di numerose pubblicazioni e di tre monografie. I suoi interessi di ricerca vanno dalla causalità in materia penale alla responsabilità degli enti; dall’interpretazione ai rapporti tra diritto penale e neuroscienze.

OMBRETTA DI GIOVINE - PERCHÉ PUNIRE? SCIENZA, SOCIETÀ E NUOVI VALORI DELLA PENA

Il dibattito suscitato in ambito giuridico dalle neuroscienze è prevalentemente incentrato sul tema della capacità di intendere e di volere del reo ed ha portato taluni a revocare in dubbio quella libertà di autodeterminazione che costituisce il fondamento stesso della punizione.
In realtà, l’ingresso delle metodiche e dei concetti scientifi ci nel diritto penale non sembra mutare granché il (da sempre problematico) quadro giuridico-teorico di riferimento.
Per contro, suggerisce nuovi ed interessanti sviluppi sul diverso piano dei criteri di legittimazione delle scelte incriminatrici in settori pure segnati da profonde differenze di vedute e di sensibilità, come quelli che investono questioni bioetiche.

Condividi su