#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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Graziano Delrio

Sindaco di Reggio Emilia

Graziano Delrio è sindaco di Reggio Emilia dal 2004 e dall’ottobre 2011 è presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani. È nato nel 1960 a Reggio Emilia, è laureato in medicina, specializzato in endocrinologia. Ricercatore universitario con studi in Gran Bretagna e Israele, è sposato con Annamaria, padre di nove fi gli, è cresciuto respirando i valori della sinistra riformista, del cattolicesimo democratico e dell’impegno sociale. Con l’Associazione Giorgio La Pira, di cui è stato fondatore e presidente, ha promosso iniziative culturali e di solidarietà.
È stato eletto in consiglio comunale nel 1999 e consigliere della Regione Emilia-Romagna nel 2000, diventando presidente della Commissione sanità e politiche sociali. Nel 2004 l’elezione a sindaco di Reggio Emilia con il 63% per il primo mandato, con l’Unione. Nel 2009 la riconferma con il 52,4%.
È presidente del comitato promotore della campagna per i diritti di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”. Ha recentemente pubblicato per Donzelli, Saggine, il libro “Città delle persone. L’Emilia, l’Italia e una nuova idea di buon governo” (2011).  

GRAZIANO DELRIO - PACIFICA CONVIVENZA IN DIVERSITÀ E LIBERTÀ

La nostra idea di città mette al centro la relazione tra le persone, quindi la comunità. La parola “persona”, compresa l’interpretazione dal latino per se ad alium, include la relazione. E’ nella relazione con l’Altro, che definisco la mia identità, la politica stessa nasce nella relazione e nell’incontro con ciò che è diverso.
Come società, possiamo adottare due reazioni diverse: bonding, la relazione tra gruppi omogenei chiusi, oppure bridging, cioè la relazione tra gruppi disomogenei aperti, relazione inclusiva e diffusiva. La cura genera cura, l’attenzione genera attenzione. Un bambino che riceve fi ducia darà fi ducia. Il prendersi cura delle persone, così come dello spazio comune, è espressione del senso di appartenenza e convivenza.
Allora, l’ambiente culturale in cui vorremmo crescessero i nostri fi gli è esattamente questo: quello che dice che l’Altro non è un nemico, che l’Altro è un’opportunità.

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