#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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WILLIAM MURRAY

Senior Programme Officer presso il Dipartimento di agricoltura e protezione dei consumatori della FAO, Canada

William Murray è Senior Programme Officer presso il Dipartimento per l'agricoltura e la tutela del consumatore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO). Il compito della FAO è di aiutare ad accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale. William Murray occupa un ruolo fondamentale nel coordinare l'attuale sviluppo e la messa in atto del lavoro della FAO per quanto riguarda l'intensificazione sostenibile della produzione agricola.

Ha conseguito un Master presso la Queen's University in Canada. Ha operato per oltre 25 anni nel settore della protezione delle piante e della tutela alimentare con particolare attenzione alla cooperazione internazionale, come testimonia il suo recente impegno presso il Segretariato della Convenzione di Rotterdam sulla procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale. Prima di iniziare il suo impiego presso la FAO nel 2000, ha ricoperto varie mansioni senior presso il governo canadese all'interno della Health Canada Pest Management Regulatory Agency. Ha inoltre ricoperto il ruolo di vice presidente del Comitato Intergovernativo di Negoziazione della Convenzione di Rotterdam, il gruppo di lavoro OSCE sui pesticidi, e ha presieduto vari comitati internazionali e regionali all'interno del NAFTA, il CODEX e la Commission for Environmental Cooperation canadese.

ACCESSO ALL’ACQUA E AL CIBO

Nel 1946, Sir John Boyd Orr, il primo Direttore Generale della Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) disse: “Non è possibile costruire la pace se ci sono ancora persone che soffrono la fame." E probabilmente è per questo motivo che all'interno della conferenza di Science for Peace è previsto un intervento sull' "accesso a cibo e acqua." Il 75 per cento dei 923 milioni di affamati e dei poveri del mondo vivono in zone rurali in paesi in via di sviluppo e sopravvivono grazie all'agricoltura. Molto di loro vivono anche in zone di conflitto e guerra. Durante i conflitti e le guerre, le piantagioni e le infrastrutture
vengono distrutte, le risorse dell'uomo trasferite o distrutte, e vi sono pochi investimenti per la produzione di cibo. Le carenze alimentari portano alla fame e la fame causa conflitti e guerre, alimentando quindi il circolo vizioso. La causa di una possibile futura guerra di cui spesso si parla è l'acqua. La mancanza di risorse idriche e la concorrenza sono già divenute le cause di alcuni conflitti nazionali e internazionali. L'agricoltura (che serve a produrre cibo) è il principale consumatore mondiale di acqua dolce, utilizzando il 70 per cento dell'acqua dolce mondiale. Oggi solo il 20 per cento dei terreni da coltivazione in tutto il mondo
(1,4 miliardi di ettari) viene irrigato producendo il 60 per cento delle risorse alimentari del mondo.
Ma l'acqua viene utilizzata in eccesso in alcune zone dell'Asia in cui il 45 per cento dei terreni agricoli viene irrigato, e in difetto nell'Africa sub-sahariana, in cui soltanto il 4 per cento dell'area viene irrigato. Sebbene il cibo non possa essere prodotto senza l'acqua, è tuttavia possibile produrre più cibo con meno acqua. Mentre al giorno d'oggi siamo in difficoltà nel nutrire i 7 miliardi di esseri umani che popolano il mondo, gli oltre 9 miliardi di abitanti del pianeta nel 2050 avranno bisogno del 70 per cento in più di cibo, e i paesi in via di sviluppo richiederanno circa un incremento del 100 per cento di cibo rispetto all'anno 2000. Dobbiamo produrre di più con meno acqua e altri elementi, tenendo anche in considerazione la crescente sfida dei cambiamenti climatici.
Non riuscirci significherebbe provocare ulteriori conflitti e guerre. Lo sviluppo agricolo è risultato essere 2-4 volte più effettivo nella riduzione della fame e della povertà della crescita del PIL non-agricolo. Ogni punto percentuale aggiuntivo nella produttività agricola riduce la povertà dello 0,45 per cento. I popoli che vivono nei paesi in via di sviluppo che hanno dato priorità allo sviluppo agricolo vivono in condizioni più sane e in maggiore sicurezza degli altri.
La FAO ha di recente lanciato un nuovo programma illustrato dallo slogan "Risparmia e Coltiva," a sostegno di una maggiore produzione di cibo mantenendo e migliorando al contempo le risorse naturali, tra cui i terreni e l'acqua. Alcune di queste tecnologie e politiche verranno discusse nel corso della presentazione. Ci si augura che l'applicazione di questo programma possa contribuire al miglioramento della sicurezza alimentare, a ridurre la povertà, alla tutela e al miglioramento dellerisorse idriche disponibili, e alla promozione della pace e dell'armonia nel mondo.

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