#S4P2018

DISUGUAGLIANZE GLOBALI

15-16 NOVEMBRE 2018 UNIVERSITÀ BOCCONI

X

SHIRIN EBADI

Premio Nobel per la Pace 2003, Iran

Shirin Ebadi, J.D. ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2003 per i suoi sforzi promuovere i diritti umani, in particolare, i diritti delle donne, dei bambini, e dei prigionieri politici in Iran. È la prima donna musulmana a cui sia stato assegnato il Premio Nobel per la Pace e solo la quinta persona musulmana a vedersi riconoscere un Premio Nobel in generale. La dott.ssa Ebadi è stata uno dei primi giudici donna in Iran. Ha ricoperto la carica di presidente del tribunale civile di Tehran dal 1975 al 1979 ed è stata la prima donna iraniana a raggiungere lo status di Presidente della Corte Suprema. Come altri giudici donna, ha perso la carica in seguito alla rivoluzione islamica del febbraio 1979. Divenne impiegata nella corte che prima aveva presieduto fino a che non fece richiesta di pensione anticipata. Dopo aver ottenuto la licenza forense nel 1992, la dott.ssa. Ebadi ha iniziato a praticare privatamente. Come avvocato si è fatta carico di molti casi controversi in difesa di dissidenti politici, a causa dei quali è stata spesso arrestata. Oltre a essere una sostenitrice dei diritti umani riconosciuta a livello internazionale, ha istituito diverse organizzazioni non-governative in Iran, inclusa la Million Signatures Campaign, una campagna che ha lo scopo di
porre fine alla discriminazione legale contro le donne nell’ambito della legge iraniana.

La dott.ssa Ebadi è inoltre docente universitario e spesso, studenti provenienti dall’estero partecipano ai suoi corsi di formazione sui diritti umani. Ha pubblicato oltre 70 articoli e 13 libri dedicati a vari aspetti dei diritti umani, alcuni dei quali sono stati pubblicati dall’UNICEF. Nel 2004 è stata nominata dal magazine Forbes una delle 100 donne più potenti del mondo. “Iran
Awakening: A Memoir of Revolution and Hope” è stato pubblicato da Random House nel maggio del 2006 in inglese, francese e tedesco. È uscito in altre 13 lingue. Il suo ultimo libro è intitolato “The Golden Cage”. Nel gennaio 2006, con la vincitrice del Premio Nobel per la Pace Jody Williams, la dott.ssa. Ebadi ha creato l’organizzazione “Nobel Women's Initiative”.
La dott.ssa Ebadi ha lasciato l’Iran per una conferenza il giorno prima dellarielezione del Presidente Mahmoud Ahmadinejad e da allora non vi è piùtornata.

PACE E DIRITTI CIVILI

Pace non significa solo assenza di guerra. Non fa alcuna differenza se un essere umano muore per una pallottola sparata dal nemico o perde la vita perché non ha accesso all’acqua potabile. Non fa differenza se una persona viene catturata da un nemico straniero o se viene incarcerata per anni per aver scritto un articolo. Tutti questi disagi mettono in pericolo la pace che nel suo vero senso significa “tranquillità”. La pace è un insieme delle condizioni nei quali un essere umano può vivere liberamente mantenendo la sua dignità umana. Queste condizioni si creano quando vengono applicati correttamente i principi dei diritti umani, compresi la democrazia e la giustizia sociale.
La priorità assoluta oggi in Iran riguarda la difesa dei detenuti politici e le pene per i reati di opinione, senza dimenticare il sostegno alle loro famiglie. A livello internazionale è prioritaria invece la campagna contro la pena capitale per i minori.
La scienza ha il dovere di dimostrarsi attiva nella risoluzione di problemi globali di grande attualità, cercando risposte nel suo migliore utilizzo. L’obiettivo finale deve essere migliorare le condizioni di vita degli esseri umani. Nelle aree di conflitto o a rischio è importante colmare le distanze tra classi sociali, ogni giorno più marcate; una raggiunta pace tra Israele e Palestina, ad esempio, aiuterebbe a rasserenare il clima di violenza in cui è immersa l’intera area.

Condividi su