#S4P2018

DISUGUAGLIANZE GLOBALI

15-16 NOVEMBRE 2018 UNIVERSITÀ BOCCONI

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MARK BROMLEY

Ricercatore Senior Programma “Arms Transfers” SIPRI, Svezia

Mark Bromley (Regno Unito) è Senior Researcher presso il programma sul trasferimento di armi dello Stockholm International Peace Research Institute (Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma, SIPRI). In passato ha lavorato come Policy Analyst presso il British American Security Information Council (BASIC). Mark ha conseguito una laurea in Scienze Sociali e Politiche presso il St John’s College di Cambridge e un Master in Studi bellici presso il Department of War Studies del King’s College London.
Si è dedicato alla ricerca negli ambiti dell'acquisizione di armi in America Latina, la trasparenza nel settore dei trasferimenti internazionali di armi, i tentativi di regolamentazione del mercato internazionale di armi, e il traffico illegale di armi di piccolo calibro e leggere. Tra le sue pubblicazioni più recenti, ricordiamo Implementing an Arms Trade Treaty: Lessons on Reporting and Monitoring from Existing Mechanisms, SIPRI Policy Paper no. 28 (luglio 2011, co-autore); Arms Brokering Controls and a Future ATT, UNIDIR Resources (aprile 2011); National Reports on Arms Exports, SIPRI Fact Sheet (marzo 2011, co-autore); The International Arms Trade: Difficult to Define, Measure, and Control, Arms Control Today, (luglio/agosto 2010, co-autore); Chapter 12. Arms modernization in Latin America, in Andrew T. H. Tan (curatore) ‘The Global Arms Trade: A Handbook’ (Routledge, UK; 2010, coautore); Arms transfers to the Americas, SIPRI Background Paper, giugno 2009; e Air Transport and Destabilizing Commodity Flows, SIPRI Policy Paper no. 24 (Maggio 2009, co-autore).

REGOLE CONDIVISE PER IL COMMERCIO DELLE ARMI

Le trattative su un Trattato sul Commercio di Armi internazionale legalmente vincolante rappresentano un passo in avanti senza precedenti della comunità internazionale. In particolare, questo è il primo tentativo di stabilire delle regole comuni a livello globale per monitorare i trasferimenti internazionali di armi ad aver coinvolto un contributo sostanziale da parte degli stati, i produttori di armi e le organizzazioni appartenenti alla società civile. Il dibattito è alle battute finali, e una conferenza negoziale è prevista per luglio 2012. Tuttavia, una serie di divergenze irrisolte tra le parti in causa rende il risultato finale del processo non ancora chiaro.
Questa breve presentazione affronterà tre delle divisioni principali sui contenuti di un futuro trattato, che hanno caratterizzato molte delle discussioni e delle divergenze tra le parti in causa. Risolvere queste divergenze sarà fondamentale per portare a termine questo processo. Innanzi tutto, un Trattato sul Commercio di Armi andrebbe considerato come uno strumento di controllo sulle armi o sui trasferimenti? Le parti coinvolte nel negoziato hanno le loro radici storiche proprio in seno a questi due mondi così diversi, con obiettivi e priorità diametralmente opposti, ed è proprio questa caratteristica a rendere il Trattato uno strumento così complesso e difficile da elaborare congiuntamente. In secondo luogo, come stabilire quali trasferimenti di armi vanno considerati legali e quali invece illegali? I negoziati sul Trattato hanno fatto emergere punti di vista diversi su quali esportazioni di armi andrebbero permesse. Ad esempio, molti stati sono a favore dell'inclusione nel Trattato di un divieto di trasferire armi verso attori non statali "non autorizzati," mentre altri stati sono contrari. In terzo luogo, un Trattato sul Commercio di Armi è in grado di servire i requisiti sia del nord che del sud del mondo? I sostenitori e gli oppositori del trattato non si dividono nettamente lungo un asse nord-sud, ma molti stati nel sud del mondo - tra i quali compaiono anche molti sostenitori del trattato - temono che un trattato possa limitare la loro capacità di acquisire armamenti e tecnologie civili.

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