#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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JOAN ESTEBAN

Professore di Analisi Economica, Instituto de Análisis Económico, CSIC e Barcelona GSE, Spagna

Joan Esteban, PhD presso le Università di Oxford e l’Autònoma de Barcelona, è ricercatore all’Instituto de Análisis Económico (CSIC, High Council for Scientific Research, Bellaterra-Barcellona) e alla Barcelona Graduate School of Economics. È stato direttore dello IAE (CSIC) (1989-1991, 2001-2006), delegato regionale per il CSIC in Catalonia (1993-1996), rappresentante del Governo Spagnolo presso l’Alto Consiglio dell’Istituto Europeo Universitario, Firenze (1989-1996), presidente Asociación Española de Economía (2002), membro del Consiglio Esecutivo dell’Associazione Economica Internazionale (2005-2011) e segretario generale (2011-2016), presidente Society for the Study of Economic Inequality (ECINEQ) (2007-2009) e laureato in Economia alla Rey Jaime I (2007). È stato il ricercatore principale del progetto finanziato dall’Unione Europea “Polarization and Conflict” (2004-2008).
La sua area di interesse è la Teoria Economica. Attualmente lavora su polarizzazione sociale e conflitto ed economia pubblica. La sua ricerca è stata pubblicata su riviste come:
American Economic Review, American Political Science Review, Econometrica, Economics Letters, Economics of Governance, European Economic Review, International Economic Review, Journal of Economic Behavior and Organization, Journal of Economic Inequality, Journal of Economic Theory, Journal of the European Economic Association, Journal of Peace Research, Regional Science and Urban Economics, Social Choice and Welfare, and Theory and Decision.

Pubblicazioni 2010-2011. Linking Conflict to Inequality and Polarization (con Debraj Ray), American Economic Review, 2011, in uscita Comparing Polarization Measures (con Debraj Ray), in M. Garfinkel and S. Skaperdas, Oxford Handbook of the Economics of Peace and Conflict, Oxford University Press, in uscita A Model of Ethnic Conflict (con Debraj Ray), The Journal of the European Economic Association, 2011, in uscita Work Values, Endogenous Sentiments and Redistribution (con Matteo Cervellati e Larry Kranich), Journal of Public Economics 2010 94, 212-227.

ECONOMIA E CONFLITTO

In economia la ricerca ha cercato di identificare e misurare i principali fattori determinanti del conflitto. I benefici economici giocano certamente un ruolo. La nostra analisi va però oltre. Include anche il valore morale del ricavo. Tradizionalmente si ritiene che il conflitto sociale sia guidato da differenze di classe. Tuttavia, le guerre civili appaiono sempre più determinate da sentimenti etnici religiosi o naturalistici. La passione sembra dominare il conflitto. L’obiettivo è dunque investigare in che misura il conflitto si possa spiegare in base a ipotesi legate al comportamento razionale, per cui i gruppi scelgono la strategia che porti la massima resa. Quali sono i fattori chiave? In primo luogo, la natura degli scopi, morali o monetari.
Quanto importante sia il payoff morale, dipende da quanto i gruppi coinvolti nel conflitto siano alieni gli uni agli altri. In secondo luogo, anche l’impegno nei confronti del gruppo appare critico e ciò ha a che vedere con l’omogeneità interna al gruppo stesso. Perciò, società polarizzate con una forte coesione di gruppo e segnate da alienazione nel gruppo sembrano essere soggette a conflitti sociali. In economia trasformiamo queste considerazioni in modelli matematici espliciti di scelta strategica e deriviamo risultati espliciti che collegano l’intensità del conflitto a parametri osservabili (magari indirettamente). L’omogeneità del gruppo aumenta la possibilità di conflitto I nostri modelli mostrano che i gruppi efficaci richiedono omogeneità per facilitare l’accordo sugli scopi, ma anche eterogeneità tra i membri del gruppo con abilità differenti ed essenziali, come i ricchi per finanziare e i poveri per
dimostrare. Quindi, l’ineguaglianza interna al gruppo può infiammare invece di placare il conflitto. Quando si vedranno conflitti etnici piuttosto che di classe? La guerra civile può degenerare in eccidi di civili di massa? Il Professor Esteban illustrerà come la teoria economica sia stata utilizzata per fare luce sulle diverse cause di conflitto riportate.

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