#S4P2018

DISUGUAGLIANZE GLOBALI

15-16 NOVEMBRE 2018 UNIVERSITÀ BOCCONI

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FRANCESCO VIGNARCA

Coordinatore nazionale Rete Italiana per il Disarmo, Italia

Fin da giovane si è impegnato a lavorare, in ambito parrocchiale e missionario, sui temi della nonviolenza e del disarmo. Laureato in Astrofisica presso l'Università dell'Insubria, ha poi lasciato la strada di ricercatore per dedicarsi professionalmente al controllo degli armamenti e all'approfondimento dei temi sociali e politici ad esso collegati. Anche a questo scopo ha conseguito un Master in "Qualità sociale e sviluppo locale" presso l'Università di Milano Bicocca.
Coordinatore delle attività nazionali della Rete Italiana per il Disarmo fin dalla sua fondazione nel 2004, ha condotto per essa diverse campagne nazionali (Campagna "Banche armate" e controllo dell'export militare, campagna "Un futuro senza atomiche", campagna "No F-35") e internazionali (Control Arms), partecipando a diversi incontri e convegni della società civile europea sul disarmo e facendo parte delle delegazioni di confronto con il Governo italiano sui temi della produzione e commercializzazioni degli armamenti italiani.
Si occupa di privatizzazione della guerra e nuovi modelli di conflitto (per BURRizzoli ha scritto nel 2004 "Mercenari Spa" ed ha curato il Dossier "Un salto all'inferno" per Mosaico di Pace), impatto socio-economico del commercio di armi (si veda in particolare "Il commercio delle armi strozza lo sviluppo" in “L’Africa e noi” pubblicato dal Centro Ambrosiano nel 2009) e spese militari (per Altreconomia Edizioni nel 2009 ha scritto con Massimo Paolicelli "Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane"). Su questi tempi svolge una continua attività di partecipazione a conferenze, incontri, dibattiti e seminari in tutta Italia. Sposato con due figlie, attualmente mantiene il ruolo di Direttore Operativo della Cooperativa Altra Economia ed è iscritto al corso di Laurea in Storia presso l'Università Statale di Milano.

LE ARMI, UN INVESTIMENTO NEGATIVO

La Pace non “capita”, va costruita; utilizzando quindi degli strumenti e delle risorse che non attengano solo al campo etico e di giustizia ma anche alla razionalità e alla mente. In questa prospettiva entra pienamente il ruolo della scienza, che permette di analizzare e comprendere meglio, per poter intervenire efficacemente, dinamiche attinenti alla politica internazionale,
all'industria degli armamenti, alle strade verso il disarmo. Solo avendo un quadro chiaro e affidabile si potranno mettere in gioco risorse di cambiamento e di costruzione della vera Pace. Questo studio parte da tali presupposti e intende quindi fornire dati certi (sulla scorta di diversi anni di ricerca) del comparto militare e dei conflitti, rafforzando le basi di un vero disarmo.
Nel percorso verrà dimostrato come la spesa militare sia enormemente gonfiata non tanto e non solo in termini assoluti ma soprattutto a riguardo delle reali esigenze e dei reali vantaggi (diplomatici, di sicurezza) che produce.
Il flusso di denaro che converge in questo sistema (che parte dai Governi, entra nelle industrie - spesso a controllo pubblico - e finisce a gravare sui bilanci delle nazioni o nelle aree problematiche e di conflitto) non possiede una dinamica efficiente nemmeno dal punto di vista economico, oltre ovviamente ad avere un impatto sociale devastante sia nei paesi produttori che nei paesi “consumatori” di armi.

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