#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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CARLO PONTECORVO

Presidente Ferrarelle S.p.A., Italia

Carlo Pontecorvo è nato a Napoli nel 1951, laureato in Medicina e Chirurgia con specializzazione in chirurgia generale. Ha esercitato la professione medica in una divisione di chirurgia generale dell’ospedale universitario di
Napoli fino al 1990, quando ha poi intrapreso la gestione di alcune attività imprenditoriali di famiglia tra cui un’azienda di produzione e vendita di contenitori in vetro per uso alimentare con oltre venti stabilimenti in Europa e vendite per oltre 600 milioni di Euro. Dopo aver ceduto nel 1997 l’attività alla multinazionale americana Owens
Illinois, nel 1998 costituisce e diventa Presidente e Amministratore Delegato di LGR Holding che controlla LGR di Navigazione, società armatrice e di gestione tecnica di navi cisterna, operativa dal 2001, la cui flotta è composta
da 8 navi cisterna tutte battenti bandiera italiana. Nel gennaio 2005 la LGR Holding S.p.A. acquista la società Italaquae dal Gruppo Danone, diventando così proprietaria del marchio Ferrarelle insieme a Santagata, Natìa e Boario, licenziataria italiana dell’acqua e delle bevande Vitasnella e distributore in esclusiva, sempre in l’Italia, del brand Evian. Diventa Presidente e Amministratore Delegato della nuova azienda che, dopo soli tre mesi dalla nascita, cambia il suo nome in Ferrarelle SpA, una scelta che identifica il gruppo con il suo omonimo marchio storico che, dal 1893, esprime l’eccellenza e la tradizione italiana di qualità.

“L’ACQUA CHE FA DEL BENE”

Operare in un mercato che ha al suo centro l’acqua è un’operazione delicata e di grande consapevolezza, sia etica che morale, sicuramente più di ogni altro bene presente nel largo consumo. Proprio per questo motivo è importante collaborare al fine di portare l’acqua a chi non ce l’ha o trova difficoltà a reperirla: si tratta di un impegno di grande valore, che investe la Corporate Social Responsibility delle aziende.
Una responsabilità che presuppone obiettivi di alto livello, come la pace del mondo: portare l’acqua a chi non ce l’ha, avvicinare villaggi e famiglie al dono più prezioso, evitare alle donne ulteriori disagi, alleviare l’ansia della reperibilità della materia prima sono solamente alcuni degli obiettivi da
perseguire. E sono proprio queste le basi che hanno portato alla partnership tra Ferrarelle e Unicef per la realizzazione del progetto “L’Acqua che fa bene”. Una collaborazione che ha visto i suoi primi frutti con l’operazione in Eritrea, che ha permesso di realizzare un intervento strutturale che ha assicurato
l’approvvigionamento di acqua pulita anche negli anni a venire. La realizzazione del sistema idrico ha avuto anche una sua rilevanza socioculturale: in Eritrea, infatti, è consuetudine che siano soprattutto le bambine a
dover prendere l’acqua alle fonti per tutta la famiglia e, inoltre, a non avere a scuola la possibilità di accedere a servizi igienici separati dai loro compagni maschi, dovendo per questo abbandonare gli studi.
Il successo dell’iniziativa in Eritrea ha portato a una nuova collaborazione in Ciad, il 5° paese per dimensioni del continente africano ma il sest’ultimo al mondo per accesso a fonti d’acqua potabile. La particolarità di questa operazione ha riguardato l’utilizzo non solo dei canali classici di comunicazione ma anche di Facebook, grazie al quale è stato possibile sensibilizzare milioni di utenti sul problema dell’acqua in Africa.

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