#S4P2018

DISUGUAGLIANZE GLOBALI

15-16 NOVEMBRE 2018 UNIVERSITÀ BOCCONI

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ANTONIO PAPISCA

Professore Emerito, Università di Padova, Italia

Professore Emerito dell’Università di Padova, dove ha insegnato Relazioni Internazionali e tuttora insegna Organizzazione internazionale dei diritti umani e della pace.
Professore Jean Monnet ad honorem; titolare della Cattedra UNESCO in Diritti umani, Democrazia e Pace presso l’Università di Padova. Direttore della Rivista Pace diritti umani-Peace human rights (Editore Marsilio), membro dello ‘European University Council for the Jean Monnet Programme’ presso la Commissione Europea, membro del Consiglio scientifico della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, SIOI, del Comitato scientifico della Fondazione “Intercultura”, dei Boards di Transnational Associations, Futuribili, European Union Review. Nell’Università di Padova è stato Preside della Facoltà di Scienze Politiche e Direttore del Dipartimento di Studi Internazionali. Ha fondato nel 1982 e diretto fino al 2004 il Centro Interdipartimentale sui Diritti della Persona e dei Popoli. Nel 1997 ha fondato e diretto fino al 2003 lo ‘European Master in Human Rights and Democratisation’ (41 università europee partners) con sede a Venezia.
E’ stato membro del Comitato Interministeriale dei Diritti Umani, CIDU, presso il Ministero Affari Esteri, della Commissione Diritti Umani presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Gruppo di esperti del Ministero Affari Esteri per la creazione del Tribunale internazionale sulla ex Jugoslavia.
Tra le pubblicazioni recenti: Il Diritto della dignità umana. Riflessioni sulla globalizzazione dei diritti umani, Marsilio, Venezia, 2011; Il Gruppo europeo di cooperazione territoriale. Nuove sfide allo spazio dell’Unione Europea, Marsilio, Venezia, 2010; 1979-2009, Uso/abuso delle elezioni europee, Padova, CLEUP, 2009; European citizenship, migration and intercultural dialogue. The EU leading by example, in European Commission (ed), A Europe of Achievements in a Changing World. Visions of Leading Policymakers and Academics, Brussels,
2009; Citizenship and Citizenships ‘Ad Omnes Includendos’: A Human Rights Approach, in AA.VV, Intercultural Dialogue and Citizenship. Translating Values into Actions. A Common Project for Europeans and Their Partners, Venezia, Marsilio, 2007.

LA SFIDA DEI DIRITTI UMANI PER LA SCIENZA E LA POLITICA

Il "nuovo" diritto internazionale derivante dalla Dichiarazione Universale per i Diritti Umani stabilisce che l'obiettivo di qualsiasi azione, comprese quelle in ambito scientifico, sia il rispetto della persona, e il fatto che le sue necessità vengano soddisfatte all'interno della "nuova" condizione umana, caratterizzata dall'interdipendenza e dalla globalizzazione su scala planetaria.
Amartya Sen afferma giustamente che i diritti umani sono "i genitori della legge," e non la sua prole. Questo concetto contraddice il positivismo giuridico e, più in generale, la scienza vista come un circuito chiuso, completamente estranea all'etica universale. Nel vecchio concetto stato-centrico di diritto internazionale, il diritto a perseguire una guerra e quello di giustiziare un individuo erano considerati attributi naturali della sovranità statale. La conoscenza sistemica (Savoir) dei diritti umani può di fatto contribuire al progresso della scienza in tutte le sue discipline. Costruisce ponti tra specifiche aree del sapere e ci obbliga ad abbandonare i diversi determinismi, ad esempio la barbarità primitiva di alcuni approcci teorici. L'internazionalizzazione dei diritti umani ha dato il via a una mobilitazione epistemologica e teleologica che concerne le cause e i fini, non solo per quanto riguarda le biotecnologie e la medicina, ma anche nel campo della tutela dell'ambiente, del disarmo, la governance economica, i sistemi di istruzione e formazione, la conversione del concetto di cittadinanza dallo ius sanguinis allo ius humanae dignitatis, e la democratizzazione delle istituzione internazionali. Gli scienziati richiamati a questo compito, tutti coinvolti sullo stesso piano di rilevanza, comprendono biologi, fisici e oncologi, oltre a studiosi di teoria politica, economisti ed educatori. Bertrand Russell era un logico e un matematico, e al contempo un pacifista. Il Tribunale Russell contro i crimini di guerra, inventato dallo stesso, fu il predecessore dell'attuale Corte Penale Internazionale. Il paradigma dell'etica come esemplificato, nei settori della medicina e della biologia, dalla Dichiarazione Universale sui diritti umani e la bioetica e dalla Convenzione di Oviedo, va applicato a tutte le scienze. Nel futuro più immediato ci auguriamo di assistere alla nascita di una Dichiarazione Universale sui diritti umani e il buon governo per un ordine mondiale più equo e pacifico.

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