#S4P2018

DISUGUAGLIANZE GLOBALI

15-16 NOVEMBRE 2018 UNIVERSITÀ BOCCONI

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ALBERTO MANTOVANI

Professore di Patologia Generale, Università degli Studi di Milano, Italia

Alberto Mantovani è nato a Milano nel 1948 dove si è laureato in Medicina nel 1973.
Dopo la specializzazione in oncologia, ha lavorato in Inghilterra, al Chester Beatty Research Institute di Londra (1975-1976), negli Stati Uniti National, presso i National Institutes of Health (1978-1979 e 1985-1986), e all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, come Capo del Dipartimento di Immunologia e Biologia Cellulare (1996-2005).

Professore di Patologia alla Facoltà di Medicina e Vice Preside per la Ricerca all’Università di Milano. Direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas dall’ottobre 2005 e Presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca che sostiene la ricerca di base e clinica nel campo dell’immunologia e le sue applicazioni nella cura delle malattie infiammatorie croniche e autoimmuni, oncologiche, gastroenterologiche, cardiovascolari e neurologiche.
Dal 2007 al 2010 ha operato presso il Board of Global Alliance for Vaccine Immunization.
Ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali per i suoi contributi scientifici.


È uno degli scienziati, o meglio, è lo scienziato italiano più quotato e/o produttivo. L’Institute for Scientific Information (ISI) lo colloca tra i 100immunologi più quotati a livello mondiale degli ultimi 20 anni e oltre, del XX secolo. Nella primavera del 2011 ha ricevuto più di 46,000 citazioni e unindice H di 109 (WOS).

MEDICINA E PACE

Esiste un rapporto bidirezionale fra la medicina come strumento di pace e la pace come presupposto necessario per affrontare i problemi sanitari e dunque garantire condizioni di salute. Non dimentichiamo infatti che gli Stati più fragili dal punto di vista della salute, quelli in cui non si riescono ad affrontare con efficacia le malattie anche attraverso un’efficace politica di prevenzione, sono proprio quelli in costante lotta.

La medicina può rappresentare un terreno di incontro, dove i popoli e le persone che si trovano in una situazione di conflitto si riconoscono come esseri umani. Questo è valido sia su scala “macro”, ossia a livello di iniziative globali di tutela della salute, sia su scala “micro”, ossia locale.


Un ponte per la pace su scala “macro” è costituito dall’affrontare problemi planetari come la mortalità infantile. In prima linea da 10 anni in questa battaglia c’è GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunization), partnership mondiale tra istituzioni pubbliche e privati - cui l’Italia partecipa in modo generoso e creativo - che opera con l’obiettivo di migliorare la salute
nei paesi più poveri, accelerando la somministrazione di vaccini nuovi e sottoutilizzati e potenziando i servizi sanitari locali.

Non meno importanti sono i “ponti” costituiti da interventi su scala locale. Fra questi il “Progetto Gaza” di Eitan Kerem, responsabile di Pediatria dell'Ospedale Hadassah di Gerusalemme. Obiettivi del progetto, assistere i bambini affetti da fibrosi cistica nella striscia di Gaza, al di là della loro appartenenza a Palestina o Isreaele, e formare il personale medico e infermieristico palestinese nella cura di questa malattia. Un esempio concreto di Medicina per la Pace, proseguito negli anni nonostante i rapporti difficili tra Palestina e Israele.

Le iniziative su scala globale e locale sono, in conclusione, le due “gambe” su cui il rapporto fra Pace e Medicina deve basarsi.

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