#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

X

WILLIAM F. VENDLEY

Segretario Generale Religions for Peace, U.S.A.

William Vendley è Segretario Generale di Religions for Peace International nonché membro del suo consiglio mondiale composto da 60 leader religiosi internazionali.

Religions for Peace è l’associazione interconfessionale più grande e più rappresentativa al mondo con lo scopo di promuovere un’azione comune a favore della pace attraverso azioni
che eliminino i conflitti e l’estrema povertà e che proteggano la terra.

Willima Vendley è considerato un pioniere nell’impiego della cooperazione religiosa come strumento di risoluzione dei conflitti. Ha facilitato la creazione del Consiglio Interreligioso della Bosnia - Herzegovina nel periodo immediatamente successivo alla guerra civile, riuscendo a impegnare i leader religiosi nella costruzione di un’unica Bosnia multietnica. Ha fondato il Consiglio interreligioso della Sierra Leone durante la rovinosa guerra civile durata dieci anni, riuscendo a mediare con successo fra i ribelli ed il governo e assistendo, su richiesta formale, agli incontri per l’armistizio in Lome, Togo. È stato a capo di numerose operazioni multi-religiose finalizzate ad evitare i conflitti, a mediare tra fazioni in conflitto e a prendersi cura delle società duramente colpite dalla violenza in Etiopia, Eritrea, Liberia, Indonesia, Sri Lanka, Iraq e in altri paesi ancora. È attualmente impegnato nel Medio Oriente con capi religiosi per il progresso della pace in Israele, in Palestina e nei paesi limitrofi.

William Vendley è consigliere del Presidente Obama per la cooperazione multi-religiosa e per la task force degli affari internazionali del White House Faith Based Council. È spesso ospite di forum accademici e governativi. È un teologo ed ha lavorato come professore e rettore di scuole di teologia. Nato e cresciuto in Indiana, USA, ha conseguito la laurea presso la Purdue University nel 1972 e nel 2005 gli è stato conferito il premio Distinguished Alumni for Science. Nel 1976 ha conseguito un Master presso la Maryknoll School of Theology e nel 1984 ha completato il dottorato presso la Fordham University.

DIALOGO INTERRELIGIOSO

I credenti delle grandi religioni mondiali si trovano di fronte a una svolta in relazione al loro contributo per la pace; e questo, nonostante il deplorevole cattivo uso della religione di cui si
servono gli estremisti. Un’opzione è lo status quo. Le comunità religiose potrebbero tranquillamente seguire ognuna la propria strada, magari rispettandosi reciprocamente, ma senza partecipare realmente ad un’opera comune. In base a questa opzione, le nostre diverse comunità religiose diventerebbero sempre più vulnerabili rispetto alla polarizzazione e all’essere sfruttate per supportare violenze e conflitti. Seguendo questa scelta, le nostre comunità religiose - che contano miliardi di fedeli in tutto il mondo - potrebbero fallire nel realizzare il loro potenziale come fautrici di pace.
Esiste un’ulteriore opzione: le comunità religiose possono intenzionalmente cooperare per la pace; possono agire insieme, condividendo saggi principi procedurali e un impegno morale
in favore della pace che sia profondamente sentito e condiviso. Questa opzione, la cooperazione multireligiosa, può condurre le comunità religiose verso due modalità creative.
Da un lato, esse possono contribuire a forgiare una nuovo paradigma politico pubblico in cui risuoni la saggezza delle tradizioni religiose, condivisa al livello più profondo.
Esse possono inoltre collaborare sfruttando il patrimonio spirituale, morale e sociale di ciascuna comunità per un impegno concreto nell’educazione, nel sostegno, nella mediazione
e nella riconciliazione, componenti essenziali per la risoluzione del conflitto.

Condividi su