#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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TARA GANDHI

Vice Presidente Kasturba Gandhi Memorial Trust, India

KASTURBA GANDHI NATIONAL MEMORIAL TRUST

“Ho imparato il messaggio di nonviolenza da mia moglie”. Queste sono le parole di Mahatma Gandhi espresse nei confronti di sua moglie, Kasturba. Nel 1944, alla morte di Kasturba,
imprigionata nel Palazzo Agakhan, a Punee, molte persone, dalle più comuni ai grandi leader nazionali ed internazionali hanno espresso parole di cordoglio. Ci furono discussioni anche in merito a quale monumento avrebbe potuto onorare la sua memoria al meglio. Mahatma Gandhi aveva molto chiaro il monumento che avrebbe eretto per onorare la sua defunta
moglie: mettersi al servizio delle donne e dei bambini bisognosi dell’India rurale. Analfabeta e al contempo istruita, fragile ma impavida, semplice ma al tempo stesso spiritualmente
solida, Kasturba, come tutte queste donne, rappresenta la madre del potere dell’amore e della compassione. Il Kasturba Gandhi National Memorial Trust (KGNMT) è stato fondato nel 1945 come risposta all’impresa a livello nazionale, condotta da Mahatma Gandhi, di occuparsi dei problemi delle donne provenienti dalle zone più povere dell’India.
La storia unica del KNGT ha come sfondo la storia dell’India in lotta per la libertà. Tutte le persone, dalle più alle meno abbienti si sono mobilitate per raccogliere le risorse necessarie alla creazione di questo Trust che ha i propri quartieri generali a Kasturbagram (Indore) e oltre 22 agenzie in tutto il paese.
All’inizio del nuovo secolo, il ruolo del Kasturba Trust è stato potente e rilevante quanto lo è stata la sua creazione. L’organizzazione è rimasta fedele ai propri ideali, per oltre 60 anni,
legati al lavoro costruttivo fra donne e bambini dell’India rurale - nei campi della sanità, dell’istruzione, dell’alfabetismo, della formazione professionale, dell’assistenza, e della generazione in età lavorativa. La visione universale ed eterna di Mahatma Gandhi di Sarvodaya doveva trovare la sua massima espressione nel Kasturba Trust poiché Sarvodaya significa il risveglio dello spirito in armonia con la natura e l’ambiente per tutte le forme di vita. La ricostruzione dell’ordine sociale è anche una parte di Sarvodaya.

Ciascuna delle 24 agenzie, e ciascuno dei 500 centri del Trust, ha dovuto far fronte ai problemi legati alle sfide dettate dall’ambiente e dalla società circostante. Se le donne in Assam
hanno combattuto coraggiosamente il terrorismo, le sorelle di Orissa hanno dovuto far fronte alla violenza della società. La sede di Rajasthan si è distinta per il rifugio e la formazione professionale offerta alle donne vittime di ingiustizie sociali. La sede di Bengal si è invece recentemente distinta per gli aiuti che ha offerto alle vittime di Nandigram.
Vi sono storie di coraggio e di successo in ciascuna agenzia, in ciascun ramo. Il centro principale è Kasturbagram (Indore) dove è presente anche un Istituto Rurale ed un Centro di
Formazione. L’agricoltura, gli asili nido, le industrie Khadi e di Villaggio, i centri di cura: sono parte di praticamente tutte le agenzie dell’organizzazione.
Ciascun Kasturbagram Ashram è dedicato al concetto “Ba Ka Ghar” e alla creazione di “Shanti Sena”. “Ba Ka Ghar” significa dare support morale e formazione professionale alel
donne vittime di ingiustizie sociali. “Shanti Sena” è invece la disciplina del coraggio di Gandhi. Negli anni, di fronte ai cambiamenti della società e di fronte ai confini mutevoli di villaggi
e confine urbani, urge nuovamente l’esigenza di chiarire e ridefinire i nostri valori e i nostri obiettivi. Poiché l’organizzazione si appoggia agli aiuti finanziari, il problema finanziario rappresenta una costante, ma il vero problema è la mancanza di lavoratori dedicati. Ogni ramo dell’organizzazione si è meritato la fiducia della società che lo circonda ed ora è necessario che le aspettative delle persone non vengano deluse. Ispirati da Gandhi e da Kasturba, l’organizzazione ha chiamato a raccolta donne e uomini da gli angoli del paese per lavorare per la responsabilizzazione delle società dei villaggi del nostro paese. Non possiamo, tuttavia, ignorare che, come molte altre istituzioni ispirate a Gandhi, il Kasturba
Trust deve far fronte a molteplici sfide. Invero, il cammino verso la visione del Sarvodaya è ancora lungo.

DIALOGO INTERRELIGIOSO

Il dialogo interreligioso dovrebbe considerare il significato della parola religione, dal latino “rilettura”. Ho chiesto ad amici di fedi diverse di definire il loro credo con messaggi semplici,
sebbene la religione non sia facile da definire. Questi messaggi esprimono bisogni e ispirazioni universali: il rispetto per l’intera creazione, l’importanza di pratiche spirituali, mentali e fisiche (Buddismo, Yoga); la devozione a Dio, la richiesta di aiuto e protezione (Islam); l’importanza dell’amore, della compassione, della pace (Cristianesimo); l’uguaglianza universale delle persone, immagini di Dio (Ebraismo); l’esigenza di distruggere il male e proteggere il bene in noi (Durga Thakur); il rispetto della vita, dalla più piccola particella di materia (religione Jain); il coraggio di combattere per la giusta causa, il servizio alla comunità (filosofia Sikh, Guru Granth Sahib); l’adorazione della natura, forza che protegge l’amore e distrugge il male in noi (religioni Tribali). La ricerca della Verità, dell’Ignoto (filosofia Zoroastriana, teorie scientifiche e filosofiche).
Secondo Leo Tolstoy, “Amore è Dio”, noi siamo particelle di amore e “la morte è il ritorno alla sorgente eterna”.
Credo nella rinascita fino alla realizzazione finale e allo stadio “primitivo” della mente (quello dell’infanzia) come essenza della vita. “La religione è il luogo più alto del pensiero e della vita umana”, nel bene e nel male (Shri Vivekananda, religione Vedica).
La tradizione religiosa implica pregiudizi storico-culturali. Dobbiamo rafforzare una religione umana basata su due grandi bisogni spirituali dell’uomo per il perdono e per la bontà. Per il
Dalai Lama, “possiamo vivere senza religione e meditazione, ma non possiamo vivere senza l’affetto umano”. Ci siamo riuniti qui per alzare la nostra voce contro la realtà odierna fatta di
violenza, inquinamento, paura per la minaccia di armi biologiche, chimiche e nucleari. Gandhi dice che l’amore di una madre è la forza più potente e il flusso di Madre Natura è
insito nell’uomo e nella donna. Il fluire di questa forza creativa è chiamato Matrishakti in India. Se condividessimo questa forza, Matrishakrti, non ci sarebbe spazio per la violenza nel mondo.


DONNE COME VITTIME NELLE AREE DI CONFLITTO E PROMOTRICI DI PACE

La Terra è la Dea Madre; Skati è madre, la creazione è madre; esse sono simboli della forza della creazione; donne mitologiche come la dea Saraswati, la dea Durga, la dea Kali, ma
anche Draupadi e Kunti sono simboli di forza spirituale, coraggio, verità e amore; essi sono innati nella donna. Le donne sono altrettanto consce del senso logico e dell’azione. La loro vulnerabilità biologica relativa all’essere madre diventa anche forza suprema che si estende all’intera società. La responsabilizzazione della donna deriva dalla forza d’animo. È una questione di consapevolezza e responsabilità. Una volta Gandhi disse: “La bellezza della lotta non violenta consiste nel fatto che le donne possono giocarvi lo stesso ruolo dell’uomo. (…)” e anche meglio, perché “nessuno può soffrire in modo più puro e nobile di una donna”.
Quando le donne indiane capirono che il paese aveva bisogno del loro aiuto, agirono con coraggio. Per Gandhi, le donne occidentali dovrebbero smettere di compiacersi nel mandare i propri uomini “a uccidere altra gente (…) Se solo le donne del mondo si unissero, mostrerebbero una non- violenza così eroica da sbarazzarsi della bomba atomica come se fosse un semplice pallone (…) Il meraviglioso potere delle donne giace dormiente (…) il mio esperimento sulla non-violenza riuscirebbe all’istante, se solo potessi assicurarmi l’aiuto delle donne”. Mahatma Gandhi fondò il Kasturba Gandhi National Memorial Trust (KGNMT) in onore di sua moglie Kasturba, morta nel 1944.
Da oltre 64 anni, il fondo lavora incessantemente per la causa delle donne e dei bambini bisognosi dell’India rurale. Parlando del coraggio e della responsabilità di una donna, penso all’esempio di Helen Keller, e a Fatima, una povera bambina bangladese simbolo dello spirito della sua nazione e dell’integrità umana. La forza madre è insita in ogni vita. Il bambino è il futuro padre e la futura madre. La responsabilità di una madre e di un padre è di lasciare un meraviglioso ricordo di amore e compassione nel bambino, per il mondo di domani.



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