#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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STEVE KILLELEA

Fondatore Institute for Economics and Peace, Australia

Steve Killelea è un imprenditore di successo nel campo dello sviluppo dell’alta tecnologia ed è attivo in prima linea in attività filantropiche dedicate allo sviluppo sostenibile e alla pace.
Dopo il successo raggiunto dalle due società internazionali di software che ha fondato, Steve dedica la maggior parte del suo tempo e del suo capitale allo sviluppo sostenibile e alla pace. Nel 2000 Steve ha fondato la propria fondazione privata, The Charitable Foundation (TCF), che lavora con le comunità più povere del mondo. TCF è una delle organizzazioni umanitarie d’oltre mare più grandi presenti in Australia. Il suo obiettivo è attuare interventi che possano cambiare la vita a più persone possibile, soprattutto ai più poveri fra i poveri.
TCF lavora attivamente nell’Africa Centrale e Orientale e in alcune parti dell’Asia. Steve Killelea è, inoltre, fondatore del Global Peace Index, il primo strumento di misurazione
dello status pacifico dei paesi nonché di identificazione delle correlazioni insite nella pace.
Con i dati raccolti e ordinati dalla Economist Intelligence Unit, GPI ha scatenato dibattiti a livello
governativo, nei media e negli atenei di tutto il mondo. Il Global Peace Index è oggi riconosciuto come il punto di riferimento per la misurazione dello status pacifico delle nazioni.
La più recente iniziativa di Steve, l’Institute for Economics and Peace, è specializzata nelle relazioni fra business, pace ed economia. Si tratta di un istituto di ricerca indipendente non a
scopo di lucro che si prefigge di fornire alla comunità accademica, alla società civile, al settore privato, alle istituzioni internazionali e ai governi gli strumenti necessari all’applicazione
proattiva della pace nel raggiungmento dei propri obiettivi.
Steve siede attualmente in diversi organi consultivi, incluso l’International Crisis Group (ICG), Alliance for Peacebuilding e il Global Project on Measuring Progress of Societies dell’OECD.
È, infine, Garante Internazionale del World Council of Religions for Peace.

COME LE RELAZIONI ECONOMICHE POSSONO PROMUOVERE LA PACE

Il concetto di pace è difficile da definire e da misurare. L’Institute of Economics and Peace (IEP) ha sviluppato, attraverso il Global Peace Index, un framework per definire la pace individuando i fattori che la creano e il relativo valore monetario. Ciò permette agli operatori del business di comprendere l’impatto della pace sui mercati, sui costi, sulle strutture e sui margini.
La ricerca realizzata con i dati provenienti dal Global Peace Index, primo indice atto a misurare i livelli di pace delle nazioni del mondo, dimostra che le società che hanno governi con
un buon funzionamento, un sano ambiente business, un elevato grado di libertà di informazione, bassi livelli di corruzione, alte percentuali di partecipazione all’educazione, rispetto dei
diritti umani e buone relazioni con gli stati vicini, hanno maggiori possibilità di sperimentare bassi livelli di violenza.
La pace ha anche un valore monetario esprimibile in termini di valore aggiunto al PIL globale derivante dal raggiungimento della pace a livello mondiale. Se il costo dell’investire nella creazione della pace fosse minimo paragonato al potenziale di perdita causato dalla violenza, allora i governi potrebbero liberare risorse per costruire società
pacifiche, il mondo del business potrebbe convenientemente impegnarsi con governo e società civile per creare pace nei mercati in cui opera.
Lo IEP ha calcolato che l’impatto economico derivante dalla cessazione della violenza sarebbe stato pari a 7,4 trilioni di dollari americani (12,9% del prodotto lordo mondiale) per il
2009. È possibile ritenere che un aumento del 25% delle situazioni di pace, rientri nelle capacità umane. Se nel 2009 si fosse raggiunto un miglioramento del 25% dell’armonia globale,
si sarebbero liberati 1,75 trilioni di dollari americani per altre attività economiche. Una riduzione parziale della violenza frutterebbe un sostanziale aumento del PIL globale, liberando
ricchezza da destinare alle sfide che il mondo deve affrontare.

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