#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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STEFANO SILVESTRI

Presidente IAI - Istituto Affari Internazionali di Roma

Stefano Silvestri è Presidente dell'Istituto Affari Internazionali dal 2001. È editorialista de Il Sole 24 Ore dal 1985. È stato Sottosegretario di Stato alla Difesa (gennaio 1995 - maggio 1996), consigliere del Sottosegretario agli Esteri incaricato per gli Affari Europei (1975), e consulente della Presidenza del Consiglio sotto diversi governi. Ha svolto e svolge lavoro di consulenza sia per il Ministero degli Esteri che per quelli della Difesa e dell'Industria. Come giornalista professionista, è stato anche inviato e notista del Globo (1982), membro del comitato direttivo de l'Europeo (1979), collaboratore di numerosi quotidiani nazionali sui temi di politica estera e di difesa. È stato anche docente sui problemi di sicurezza dell'area mediterranea, presso il Bologna Center della Johns Hopkins University (1972-76) e ha lavorato (1971-72) presso l'International Institute for Strategic Studies di Londra. È membro del Consiglio d'Amministrazione dell'Associazione Industrie Aerospaziali e Difesa (AIAD) e della Commissione Trilaterale.

Pubblicazioni
Tra le sue principali pubblicazioni ricordiamo molteplici lavori sul Mediterraneo come “L'uso politico della forza nel Mediterraneo”, (1973), o “Il fianco sud della Nato”, con Maurizio Cremasco, (1979); sulla sicurezza europea “La sicurezza Europea” (1969), “La strategia sovietica, teoria e pratica” (1970 e 1980); sul problema dello scudo difensivo stellare “SDI e Europa” (1985) e le sue ricerche più recenti su “Il futuro della dissuasione nucleare in Europa” e “Nuovi modelli della difesa italiana”, ambedue pubblicate a Roma nel 1990; “Le forze multinazionali”,
Roma (1993). “Sistema di sicurezza dei paesi del Golfo - Riflessi per l'Occidente”, Roma (1994); “L'organizzazione e l'architettura C3I per il vertice decisionale nazionale”, Roma (1995).

VERSO UN ESERCITO UNICO EUROPEO E MAGGIORI CAPACITÀ CIVILI?

L'Unione Europea (UE) è sempre più presente nelle operazioni internazionali di gestione delle crisi, in proprio, accanto alla NATO o attraverso i suoi stati membri. Ciò delinea la necessità e l'opportunità di razionalizzare e migliorare le sue capacità, caratterizzate da una forte integrazione delle componenti civile e militare. Allo stesso tempo richiede un collegamento chiaro ed esplicito tra le istituzioni di gestione della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) e le strutture della Politica di Sicurezza e di Difesa Comune (PSDC), sulla base delle innovazioni introdotte dal nuovo Trattato di Lisbona. In questo processo va incluso anche un più forte rapporto con il Parlamento Europeo.

Questi sviluppi possono costituire un modello di grande interesse, in almeno due direzioni.

Da un lato, per la gestione delle crisi, l'esperienza dell’UE suggerisce un approccio integrato e multidimensionale in tali operazioni, più nell’ottica di interventi di tipo umanitario, di statebuilding e di sicurezza, rispetto a missioni unicamente o prevalentemente militari. Garantire un maggiore coordinamento della politica estera e di sicurezza con le azioni esterne dell’Unione in settori quali la cooperazione allo sviluppo e il commercio è uno degli obiettivi del nuovo Servizio diplomatico europeo. Tuttavia, l’UE deve ancora sviluppare una strategia unitaria che possa orientare il ruolo internazionale e renderla un partner credibile nel mantenimento della pace e della stabilità.

Per i Paesi europei, tutto ciò può aprire la strada ad una razionalizzazione delle politiche e delle spese per la difesa, la sicurezza e la gestione delle crisi. Questo obiettivo può essere facilitato dalla messa in comune delle risorse e attraverso progetti di sviluppo congiunto delle capacità, facilitati dai meccanismi e dalle strutture dell’Unione. Sul fronte interno, l’UE è anche chiamata ad assicurare una partecipazione democratica efficace alle scelte di politica estera, soprattutto quelle che hanno implicazioni di sicurezza e difesa, attraverso un maggior coinvolgimento dei cittadini e dei rappresentanti direttamente eletti nei consessi parlamentari nazionali e sopranazionali.

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