#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

X

SITI MUSDAH MULIA

Presidente Conferenza indonesiana Religion for Peace, Indonesia

Siti Musdah Mulia è docente di Pensiero Politico Islamico presso la Scuola di Laurea Specialistica dell’Università Islamica Statale Syarif Hidayatullah di Jakarta, Indonesia, dal
1998. Ricercatrice presso l’Istituto Indonesiano delle Scienze (Indonesian Institute of Sciences, LIPI) dal 2003. Dal 2007, è Presidente della Conferenza Indonesiana sulla Religione per la Pace, una ONG che promuove il dialogo interreligioso, il pluralismo e la democrazia a favore
della pace. È stata Consulente Senior del Ministero della Legge e dei Diritti Umani della Repubblica Indonesiana (2000-2002), nonché Consulente Senior per il Ministero degli Affari Religiosi della Repubblica Indonesiana (2000-2007). È stata inoltre Coordinatrice del Gender Mainstreaming Team del Ministero degli Affari Religiosi e a capo della Divisione di Ricerca del Consiglio Indonesiano degli Ulema (MUI) - (2000-2005).
Molto attiva in ambito accademico, è stata ricercatrice esterna presso diverse università a livello internazionale. Attivista per la democrazia, i diritti umani e le questioni legate al genere, è
autrice di molti libri, come: “Islamic State” (Paramadina, Jakarta, 2001); “Islam Criticizes Polygamy” (Gramedia, Jakarta, 2003); “Reformist Muslimah” (Mizan, Bandung, 2004); “Islam
and The Inspiration of Gender Equity” (Kibar, Yogya, 2005); “Women and Politic” (Gramedia, Jakarta, 2007); “Human Rights and Islam” (Naufan, Yogyakarta, 2009).
È stata inoltre insignita del premio: International Women of Courage Award dal Governo degli Stati Uniti (2007), per il suo eccezionale contributo allo sviluppo dell’Islam moderato e alla promozione della democrazia e dei diritti umani in Indonesia. Attualmente le è stato assegnato anche il premio indonesiano: Yap Thiam Hien Human Rights Award (2008) e il premio Donna dell’Anno 2009 dall’Italia per le sue attività a favore della promozione per i diritti umani e delle minoranze.

DIALOGO INTERRELIGIOSO

Nel nostro mondo globale il dialogo interreligioso è essenziale per costruire la pace; affinché sia efficace, dovrebbe soddisfare quattro principi fondamentali:
1°: il principio di umanità. Come comunità religiosa, a volte rischiamo di assumere la posizione di Dio, agendo in modo arrogante e giudicante; dovremmo invece mantenere sempre il nostro status di esseri umani, rispettando gli altri, agendo per il bene e lasciando il giudizio a Dio.
2°: il principio di un’unica famiglia. Siamo tutti parte di un'unica famiglia, con un’origine comune, Dio. Questa affinità ci allontanerà dalla violenza, aumentando il livello di empatia, portandoci alla solidarietà. Abbiamo un nemico comune da affrontare e sconfiggere insieme, che si concretizza nell’ingiustizia, nell’oppressione, nell’avidità, nell’ignoranza, nella povertà.
3°: il principio della democrazia, basato sul rispetto per la natura e la dignità dell’essere umano. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, con gli stessi diritti fondamentali; è nostro dovere spingere i governi ad applicare la legge in modo giusto e ad assumere una posizione neutrale, perché l’attitudine discriminatoria causa conflitti. I leader religiosi dovrebbero promuovere interpretazioni democratiche della dottrina, enfatizzando i principi di tolleranza, pluralismo, uguaglianza di genere.
4°: il principio del pluralismo. L’interazione, ma anche la mobilitazione basata sull’identità religiosa per fini politici, possono essere potenziali cause di conflitti religiosi. La tolleranza è l’abilità di limitarsi per minimizzare potenziali conflitti. Il pluralismo è la volontà di riconoscere le differenze e accettare la diversità come forza naturale, enfatizzando il potenziale positivo insito nelle naturali differenze tra religioni. Esso può essere promosso in due modi: attraverso un dialogo intenso che coinvolga tutta la società, basato sugli otto obiettivi di sviluppo del millennio stabiliti dai leader mondiali nel 2000, e, infine, grazie ad attività di partecipazione; lavorare e vivere insieme apre la mente eliminando i pregiudizi e la tendenza a creare stereotipi. Conoscere la religione degli altri determina comprensione reciproca e la ricerca di fattori comuni come fondamenti per una coesistenza pacifica.

Condividi su