#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

X

SHIRIN EBADI

Premio Nobel per la Pace 2003, Iran

Nel 2003 a Shirin Ebadi, J.D., è stato conferito il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno nella promozione dei diritti umani, in particolare quelli delle donne, dei bambini e dei prigionieri politici in Iran. E’ la prima donna musulmana a ricevere il Premio Nobel e solo il quinto musulmano a ricevere il Premio in generale. La Dott.ssa Ebadi è stata uno dei primi magistrati in Iran. È stata Presidente di una sezione del tribunale di Teheran dal 1975 al 1979 ed è stata la prima donna iraniana ad ottenere lo status
di Magistrato. Insieme ad altre donne giudice, Shirin Ebadi ha perso la sua posizione in seguito alla Rivoluzione Islamica nel febbraio del 1979; ottenne l’incarico di semplice impiegata nella stessa corte che prima presiedeva, finché non chiese e ottenne il pre-pensionamento. Nel 1992 Shirin Ebadi ottenne l’autorizzazione a operare come avvocato e aprì il suo studio
privato. Con la sua nuova attività, Shirin Ebadi si è presa carico di molti casi controversi, difendendo dissidenti politici, attività che l’ha condotta agli arresti numerose volte. Oltre ad
essere un difensore dei diritti umani riconosciuto a livello internazionale, Shirin Ebadi ha fondato molte organizzazioni non governative in Iran, inclusi Million Signatures Campaign, una
campagna per la lotta contro le discriminazioni giuridiche delle donne presenti nella legge iraniana.
La Dott.ssa Ebadi è anche professore universitario e spesso i suoi studenti non iraniani hanno la possibilità di seguire i suoi corsi sui diritti umani. Ha pubblicato oltre 70 articoli e 12 libri dedicati ai diversi aspetti dei diritti umani, alcuni dei quali sono stati pubblicati da UNICEF. Il suo ultimo libro, Awakening: A Memoir of Revolution and Hope, è stato pubblicato da Random House nel maggio del 2006 in inglese, francese e tedesco. E’ in corso la traduzione del testo in altre 13 lingue. Nel 2004 il Forbes Magazine ha citato Shirin Ebadi fra le 100 persone più influenti al mondo. Nel gennaio del 2006, insieme a Jody Williams, Premio Nobel per la Pace 1997, Shirin Ebadi ha guidato l’iniziativa Nobel Women.

DONNE COME VITTIME NELLE AREE DI CONFLITTO E FAUTRICI DI PROCESSI DI PACE

Secondo me, la pace non significa l’assenza di guerre. Non fa alcuna differenza se un essere umano muore per una pallottola sparata dal nemico o se perde la vita perché non ha accesso all’acqua potabile. Non fa differenza se una persona viene catturata da un nemico straniero o se viene incarcerata per anni per aver scritto un articolo. Tutti questi disagi mettono in pericolo la pace che nel suo vero senso significa “tranquillità”. La pace, secondo me, è un insieme delle condizioni nei quali un essere umano può vivere liberamente mantenendo la sua dignità umana. Queste condizioni si creano quando vengono applicati correttamente i principi dei diritti umani, compresi la democrazia e la giustizia sociale.

Il mio vero problema sono le persone fanatiche. Queste persone sono fissate sulle proprie idee e chiudono gli occhi al mondo e alle sue evoluzioni. Non sono nemmeno disposti a tollerare
le opinioni degli altri.

Io considero tutte le persone uguali e credo che ogni individuo ha il potenziale sufficiente per influenzare il proprio ambiente. Io ho sempre contato sulle forze popolari e sono sempre stati loro i miei interlocutori, quelli ai quali mi sono rivolta maggiormente. Io lavoro per la gente non per i governi.

Condividi su