#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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SALAM KANAAN

Direttore paese Save the Children UK nei territori occupati palestinesi

Salam Kanaan è una professionista dello sviluppo e un’esperta in emergenze, con più di 20 anni di esperienza di gestione e leadership nell’ambito delle Nazioni Unite, dell’INGO e di
istituti accademici e di ricerca di West Bank, a Gaza, e in Giordania. Ha ricoperto posizioni senior presso l’INGO, e presso l’UN. Prima di unirsi a Save the
Children, era CARE West Bank Gaza Health Sector Coordinator, e gestiva gli interventi di alta emergenza sanitaria nei Territori Occupati Palestinesi. Per quattro anni prima di CARE, ha lavorato con la Banca Mondiale come Analista delle Operazioni Sanitarie e di Educazione nell’OPT.

È specialista nell’ambito della sanità e dell’educazione per formazione. Ha conseguito un BSc. in Salute Pubblica, un Diploma per l’Educazione alla Salute e un Diploma di Master in
Educazione, con specializzazione in Psicologia Educazionale, presso l’Università Americana di Beirut.

Si considera un’iniziatrice di idee e attività con un’ampia visione delle questioni, nonché una persona che lavora per affrontare le cause fondamentali in modo globale.

DONNE COME VITTIME NELLE AREE DI CONFLITTO E FAUTRICI DI PROCESSI DI PACE

La demolizione di una casa non distrugge solo una struttura fisica, ma comporta numerose altre conseguenze; il crollo della struttura famigliare, l’incremento della povertà, della vulnerabilità, e da ultimo, lo sradicare una famiglia da un ambiente che fornisce coesione e supporto. Ciò ha conseguenze a lungo termine sulla salute mentale e fisica.
Mentre lo spostamento forzato è una parte riconosciuta della storia palestinese, lo si è spesso messo in discussione come fenomeno storico limitato, accaduto durante le guerre araboisraeliane che hanno prodotto centinaia di migliaia di rifugiati e di IDPs, internally displaced persons, ovvero, profughi costretti a fuggire e a spostarsi internamente. Ma i palestinesi, siano essi rifugiati o meno, rimangono tuttora dei profughi. Una delle cause primarie del loro spostamento forzato è la politica israeliana della demolizione delle case.
Dall’occupazione israeliana di West Bank e Gaza, del 1967, è stato stimato che le autorità civili e militari di Israele hanno distrutto 24.000 case palestinesi nel Territori Palestinesi
Occupati (TPO), diventando una delle cause più rilevanti di spostamento forzato. Quando una casa viene demolita, la famiglia perde sia la casa come bene finanziario, che le
proprietà ivi contenute. Ma l’impatto che questo determina va oltre la perdita di una proprietà fisica e di un’opportunità economica. Questa presentazione dipinge un quadro delle donne palestinesi che hanno subito la demolizione delle loro case, attraverso la descrizione dei loro bisogni e i meccanismi di reazione nell’affrontare le loro vite dopo lo spostamento forzato, evidenziando l’ampio spettro delle conseguenze legate all’impatto sanitario, sociale ed economico successivo agli eventi demolitori.

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