#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

X

RICHARD GOWAN

Ricercatore Senior ECFR - European Council on Foreign Relations, U.S.A.

Richard Gowan è Direttore Associato del Center on International Cooperation presso la NYU (New York University) ed analista per l’ECFR (Consiglio Europeo sulle Relazioni Estere). Il suo campo d’azione riguarda le politiche di sicurezza europea e le operazioni di pace, peacekeeping delle Nazioni Unite, diritti umani ed il ruolo dell’UE nell’ONU e nel G20.
Prima di approdare nel 2005 alla NYU, Richard Gowan è stato addetto al programma europeo presso il Centro di Politiche Estere di Londra. Nel 2005-2006 ha coordinato lo sviluppo del primo Annual Review of Global Peace Operations, che costituisce la fonte più estesa di dati e analisi sul peacekeeping all’interno del settore pubblico. Nell’anno corrente ha curato l’edizione del nuovo numero del Review of Political Missions, con un focus sulle operazioni di pace non militari attuate dall’ONU, dall’UE, dall’OSCE e dall’Unione Africana.
Fra i lavori pubblicati dal Dott. Gowan presso l’ECFR si contano: A Global Force for Human Rights? An Audit of European Power at the UN (con Franziska Brantner, 2008) e Can the EU
Rebuild Failing States? A Review of Europe's Civilian Capacities (con Daniel Korski, 2009). Ha, inoltre, pubblicato una serie di aggiornamenti annuali sulle attività di promozione dei diritti
umani da parte dell’UE presso le Nazioni Unite. Il Dott. Gowan ha recentemente curato l’edizione di Cooperating for Peace and Security, un’indagine ad ampio spettro sulle organizzazioni multilaterali, con Bruce Jones e Shepard Forman (Cambridge University Press, 2009). Ha scritto per la International Herald Tribune, Financial times and European Voice. Collabora dal 2007, inoltre, al blog Global Dashboard (www.globaldashboard. org).
Il Dott. Gowan è stato consulente per il Dipartimento britannico di Sviluppo Internazionale e per il Dipartimento di Affari Politici presso l’ONU. E’ stato anche ospite della BBC e di numerose emittenti radiofoniche e televisive statunitensi. Il Dott. Gowan si è laureato alla University of Cambridge ed ha scritto a proposito della filosofia
politica di Raymond Aron.

VERSO UN ESERCITO UNICO EUROPEO E MAGGIORI CAPACITÀ CIVILI?

Le forze militari europee si riducono sotto la pressione dei tagli di budget e la maggior parte dei membri della NATO confidano di spingere le proprie truppe fuori dai confini afagani entro pochi anni. Ma i governi europei non possono lasciare un così alto livello di instabilità in larga parte del Medio Oriente, dell’Africa e del Caucaso - instabilità che potrebbe portare a crisi umanitarie, guerre civili e minacce all’Europa. Come risponderanno i governi europei a queste sfide? L’UE deve rafforzare la sua diplomazia di crisi e le capacità di mediazione, considerando la gestione della crisi, un compito centrale del nuovo Sevizio per l’Azione Esterna.
Gli stati membri dell’UE dovrebbero intensificare il livello di cooperazione nell’ambito dell’aiuto umanitario, superando le debolezze rivelate quest’anno a Haiti e in Pakistan. Pur riducendo la generale dimensione dei loro eserciti, i membri dell’UE dovrebbero sviluppare una nuova generazione di Forze Integrate di Peacekeeping: militari, carabinieri e ufficiali civili allenati a operare insieme per riportare l’ordine e mantenere la pace nelle aree interessate dai conflitti. Queste Forze Integrate di Peacekeeping dovrebbero essere uno strumento più efficace e flessibile rispetto agli esistenti Gruppi di Battaglia, che si rivelano utili solo in una serie limitata di contingenze militari.
Poiché UE e NATO saranno spesso, ma non sempre, alla testa di crisi future, i pianificatori europei dovrebbero anche trovare il modo di sostenere le Nazioni Unite e l’Unione Africana nelle operazioni di pace. Ciò potrebbe includere un supporto non solo a livello logistico, ma anche di intelligence, medico e di comunicazione. Alcuni paesi europei potrebbero avere intenzione di andare oltre, lasciando più truppe sotto il comando dell’ONU nei prossimi anni. Lavorare con l’ONU fornisce opportunità per cooperare con soldati di potenze emergenti, come India e Brasile. L’UE non dovrebbe solo sviluppare le proprie capacità nelle operazioni di pace, ma anche incoraggiare le potenze nascenti ad accrescere i loro impegni - l’obiettivo dell’UE non dovrebbe essere un Esercito Europeo per la Pace, ma un sistema globale di supporto alla pace.

Condividi su