#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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HASAN SALAH DWEIK

Co-Direttore IPSO, Palestina

Hasan Salah Dweik è Vice Presidente e Professore della Al-Quds University a Gerusalemme Est. Dweik ha completato il dottorato in Scienza e Tecnologia dei Polimeri nel 1983 presso la
University of Aston in Birmingham, nel Regno Unito. Nello stesso anno diventa il capo del Dipartimento di Tecnologie Chimiche dell’Al-Quds University. Nel 1999 è Vice Preside di
Facoltà della stessa università e dal 1991 al 1992 è ospitato dall’Istituto di Scienza dei Polimeri della University of Akron, in Ohio, Stati Uniti. Nel periodo 1994-1996 è capo del
Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche dell’Al-Quds University e, sempre presso la stessa università, dal 1997 al 1999 capo del Dipartimento di Tecnologie Alimentari, e dal
1999 al 2002 Preside della Facoltà di Scienze e Tecnologia. Nell’anno accademico 2004- 2005 è stato Presidente pro tempore dell’Al-Quds University e, a partire dall’anno successivo,
ne è diventato il Vice Presidente Esecutivo.

Il Professor Dweik è autore di numerose pubblicazioni in scienza e tecnologia dei polimeri. Temi di suo interesse sono l’inquinamento dell’acqua, la chimica dell’acqua, l’ambiente e la gestione dello smaltimento dei rifiuti. Ha pubblicato numerosi articoli a proposito di queste tematiche ed è co-editore di un libro sulle risorse idriche nel Medio Oriente. È, inoltre, membro di numerose ONG e di società e associazioni internazionali. Il Prof. Dweik ha creato ed è direttore del primo centro scientifico interattivo in Palestina e del primo museo interattivo di matematica, entrambi in collaborazione con l’Al-Quds University. Il Professor Dweik ha partecipato a numerose conferenze locali, regionali ed internazionali. È dedito al progresso scientifico e serba un particolare interesse nei confronti dell’istruzione non convenzionale.

LA SCIENZA PER LA PACE NELLE AREE DI CRISI

Scienza e ricerca rappresentano un linguaggio comune che mette in relazione culture diverse. Scienziati e ingegneri dovrebbero porre maggiore attenzione a sicurezza, pace e cooperazione internazionale, contribuendo allo sviluppo socio-economico e al sostegno dei diritti umani. La prima Settimana Internazionale degli Scienziati per la Pace, (Novembre 1987) ha evidenziato il legame tra progresso nella scienza, nella tecnologia, e il mantenimento della pace. Il conflitto israelo-palestinese è ancora oggi una enorme sfida da affrontare. Con gli Accordi di Oslo (1993), palestinesi e israeliani riconobbero la necessità di convivere in pace in due stati confinanti; ciò portò diversi settori delle due comunità a dialogare e a impegnarsi nel commercio, nell’industria, nelle comunicazioni, ecc. La positiva comunicazione tra scienziati e ricercatori ha permesso, nel 2004, la creazione dell’IPSO, Israeli Palestinian Science Organization, dotata di un’unità direttiva internazionale, l’ISC, International Scientific Council, di cui otto membri sono vincitori del Premio Nobel. Obiettivo dell’Organizzazione era creare un collegamento tra israeliani e palestinesi basato sulla scienza, sviluppando una ricerca competitiva che affrontasse soprattutto problemi comuni ai due popoli: crisi dell’acqua, cibo e agricoltura, sanità, ricerca su nanotecnologia e cancro. Questo documento analizzerà alcuni di questi progetti e il loro impatto positivo. L’IPSO costituì l’opportunità di fondare una comunità scientifica che godesse di fiducia reciproca e di una visione comune riguardo sviluppo socio-conomico, risoluzione del conflitto, costruzione della pace. Tuttavia, l’attacco israeliano a Gaza del dicembre 2008 ha determinato un enorme passo indietro nel processo di pace, danneggiando anche le relazioni tra gli scienziati. Il potere politico influenza ogni interazione tra i popoli; senza una soluzione politica, gli scienziati possono fare poco per il raggiungimento della pace.
Viviamo in un mondo senza confini; quando la scienza sparisce, si annulla anche lo sviluppo del capitale umano.

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