#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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GIORGIO SACERDOTI

Professore di Diritto Internazionale e Comunitario, Università Bocconi, Milano Ex chairman dell’Appellate Body del WTO

Giorgio Sacerdoti è Professore ordinario di Diritto Internazionale ed Europeo (Cattedra Jean Monnet) presso l’Università Bocconi di Milano dal 1986. Dal 2001 al 2009 è stato membro
dell’organo di appello dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e Presidente nel 2006-07.
Fino al 2001 Professor Sacerdoti è stato Vice Presidente del Gruppo Operativo sulla corruzione nelle transazioni commerciali internazionali, dove è stato uno dei negoziatori della
“Convenzione Anticorruzione OCSE” del 1997. È stato consulente per il Consiglio Europeo, per UNCTAD e per la Banca Mondiale in materia di investimenti esteri, mercati, corruzione, sviluppo e buona governance. È stato spesso nominato come arbitro in controversie commerciali internazionali al Centro Internazionale per la Risoluzione dei Conflitti di Investimento (ICSID) della Banca Mondiale, dove ha presieduto vari tribunali arbitrali per controversie fra Stati e investitori stranieri, con accordi bilaterali sugli investimenti.
Ha pubblicato più di 150 opere in campi di sua expertise, diritto pubblico internazionale, sviluppo internazionale, commercio, contratti internazionali, diritto e arbitrato su investimenti. È frequentemente ospite di conferenze internazionali e collabora con giornali e riviste.

Dopo essersi laureato presso l’Università di Milano con una laurea cum laude nel 1965,
Professor Sacerdoti ha conseguito nel 1967 un Master in Diritto Comparato presso la Columbia University Law School in qualità di Fulbright fellow. È membro dell’ordine degli avvocati di Milano dal 1969. È consulente dello Studio Legale Eversheds Bianchini di Milano. Dal 2004 è, infine, Presidente della Fondazione CDEC - Onlus di Milano (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea).

COME LE RELAZIONI ECONOMICHE POSSONO PROMUOVERE LA PACE

Le relazioni economiche legate al commercio, a investimenti esteri diretti e a programmi di assistenza economica, possono essere protagoniste per la promozione della pace. Tali relazioni economiche possono contribuire alla conoscenza di altre nazioni che a loro volta possono sostenere la costruzione della pace. Queste relazioni non sono tuttavia in grado per se stesse di evitare conflitti e guerre e di promuovere la pace, possono però concorrere a un’integrazione economica e politica che può raggiungere tale scopo. La storia dell’Europa del 20° secolo illustra questo punto nell’opera di due distinti economisti: il britannico Sir Norman Angell e il francese Jean Monnet. L’economista britannico Sir Norman Angell (1873 - 1967) argomentava, nella sua opera più importante, The Great Illusion (1910) che, grazie alle forti relazioni economiche internazionali e alla generale interdipendenza
economica, in Europa non esistevano i presupposti per lo scatenarsi di guerre; ironicamente però, la Prima Guerra Mondiale scoppiò solo pochi anni dopo, nel 1914. Angell fu insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1933, e le sue tesi meritano di essere riconsiderate, alla luce della globalizzazione dell’economia mondiale e dei successivi sviluppi in Europa. L’economista francese Jean Monnet (1888 - 1979) si occupò della questione legata alla prevenzione di un'altra guerra in Europa, dopo la 2a Guerra Mondiale. Monnet era un esperto della contestualizzazione industriale a livello regionale e analizzava il problema utilizzando mappe, tabelle di input-output, e studi di organizzazione industriale. Giunse alla conclusione che l’integrazione delle economie delle maggiori nazioni europee avrebbe potuto promuovere la pace ed evitare un’altra devastante guerra. Propose la creazione di una comunità europea del carbone e dell’acciaio che coinvolgesse le miniere di carbone in Francia e quelle dell’acciaio in Germania. Questo piano fu promosso da Robert Schuman, il Ministro degli Esteri francese, è conosciuto come il piano Schuman, e fu adottato, nel 1949, da Francia, Germania Occidentale, Italia, e Benelux. La Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio portò alla creazione della CEE, che a sua volta determinò la fondazione dell’UE, la quale attualmente include 27 stati membri che hanno trasferito parte della loro sovranità ad essa. L’integrazione economica e politica ha assicurato la pace in Europa, ma è la fondazione dell’Unione ad aver rappresentato un passo importante per il raggiungimento di tale risultato. Il successo economico
e politico dell’UE è stato imitato altrove, come nell’Asia sud-orientale, attraverso l’ASEAN (Associazione delle Nazioni dell'Asia Sud-Orientale) e altri tentativi simili in Africa e America Latina, nessuno dei quali, tuttavia, ha ottenuto lo stesso successo.

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