#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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FRANS GOETGHEBEUR

Presidente Unione Europea Buddista, Belgio

Frans Goetghebeur è stato per molti anni professore di lingue neolatine nella scuola secondaria. È stato associato a istituzioni buddiste in Schoten, Bruxelles, Huy (Belgio) e Cadzand (Paesi Bassi) per più di trent’anni. È stato Presidente dell’Unione Buddista del Belgio (BUB) per dieci anni. Il 27 settembre 2008 è stato eletto presidente dell’Unione Buddista Europea (EBU) con un mandato triennale.
Frans Goetghebeur è fondatore e membro di diverse organizzazioni interreligiose e un oratore stimato su temi quali l’integrazione del buddismo nell’Ovest e lo stato dello spiritualismo
nella nostra società. Il suo obiettivo è di stimolare il dialogo ecumenico e quello pluriconfessionale filosofico all’interno delle svariate scuole del buddismo e fra le tradizioni spirituali, la
scienza e l’ideologia. Goetghebeur ha collaborato alla stesura di numerose pubblicazioni legate all’istruzione multiculturale, al pacifismo e alla filosofia buddista. Ha pubblicato i seguenti libri, sia in francese, sia in olandese:
“Tutto cambia: alcune considerazioni sull’etica, l’economia, la scienza e il buddismo nell’epoca contemporanea” - Publications Kunchab, 2003
“Alles verandert, enkele beschouwingen over ethiek, economie, wetenschap en boeddhisme in deze tijd” - Uitg. Kunchab, 2003
“La morte, una compagna per tutta la vita” - Publications Kunchab, 2006
“De dood, een metgezel voor het leven” - Uitg. Kunchab, 2005
“Risveglio con il Buddha” - Editions Luc Pire, 2007
“Wakker worden met Boeddha” - Davidsfonds/Leuven Uitgeverij Ten Have, 2006
“I mille volti del buddismo” - Editions Racine, 2008
“De duizend gezichten van het boeddhisme” - Uitg. Lannoo, 2008

DIALOGO INTERRELIGIOSO

Mantenere un dialogo? Se si vuole proseguire nel dialogo, è necessario avere un’idea chiara e definita della struttura del dialogo, le condizioni necessarie, lo scopo, e i divari da evitare. In questo contesto, ci si deve chiedere se le religioni e le filosofie siano pronte cominciare tale dia-logos, un viaggio intorno al logos dell’altro.
La posizione mediana del Buddismo. Tolleranza e non-violenza – due principi basici del Buddismo – connessi a un inevitabile dialogo interiore – risultato storico dell’arrivo del
Buddismo in Occidente – collocano il Buddismo come ponte di collegamento tra i due estremi, teistico e ateistico, nelle discussioni riguardanti lo status di spiritualità dell’agora.
La mente, l’origine di tutto ciò che esiste. - Guerra e pace trovano origine nel cuore del cuore dell’uomo. Il disarmo deve essere radicato nello stesso medesimo luogo, se vogliamo che sia sostenibile. Secondo il Buddismo, il velo cognitivo e gli oscuramenti emozionali ci impediscono di avere accesso all’origine di tutto: la mente.
- Si attribuisce alle scienze occidentali concernenti la mente, la scoperta dei correlati neurologici di Dio, la compassione, la scelta tra il bene e il male, così come quelli riguardanti le attitudini legate all’egocentrismo. Come possiamo inquadrare i risultati di tale studio, che presuppone che il cervello produca la mente allo stesso modo in cui le reni producono l’urina?
- Lavorare per la pace e la giustizia sociale nel mondo richiede la decostruzione delle abitudini mentali del pilota automatico che sceglie la violenza e le attitudini esclusiviste, reazioni basate sulla paura e sulla mancanza di fiducia in se stessi, negli individui e nelle società.
Riconoscere ed eliminare la sofferenza. La prima verità e il primo compito del Buddismo risiedono nella comprensione dell’origine della sofferenza e nel riconoscere che questa non è causata né da un Dio onnipotente, né dal puro caso. Gli insegnamenti sul “non-sé”, sul carattere precario di tutti i fenomeni compositi e sulla vacuità e l’interdipendenza, sono gli strumenti che ci aiutano ad analizzare, e a impegnarci nel mondo. Solo un allenamento della mente può aiutarci a liberare noi stessi dalla “bestia dell’identità”.

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