#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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CHRISTIANE GROEBEN

Presidente Sinodo Luterano italiano, Napoli

Christiane Groeben vive in Italia dal 1967 ed è di nazionalità tedesca. Ha studiato Filologia tedesca e francese prima a Tubinga (1967) e poi a Napoli (1990) e attualmente lavora come
archivista e storica della scienza, dedicandosi a tematiche legate al passato delle istituzioni, al knowledge networking e a biografie scientifiche. Il suo lavoro tratta la storia delle stazioni
marittime e, nello specifico, della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Attraverso le sue numerose pubblicazioni, sono state rese note ad un pubblico di nicchia una serie di interessanti e importanti fonti, come, a titolo di esempio, la corrispondenza fra Anton Dohrn e Charles Darwin (1982); Hans von Marées e i Fresco di Napoli (2005). Studi recenti
hanno riguardato le attività di naturalisti del primo Ottocento (2008), manifesti e mostri marini (1998), A Bioeconomic Perspective on the Organization of the Naples Marine Station (2000, insieme a Micheal Ghiselin), ricercatori russi a Napoli (1874-1934), e la storia degli acquari pubblici (2009). È direttore generale della rivista History and Philosophy of the Life Sciences e
membro di numerose associazioni internazionali nel campo della storia delle scienze. Nel 1996 la Repubblica Federale tedesca le ha conferito l’Ordine al Merito di Germania per
la sua mediazione fra le culture e le tradizioni scientifiche italiane e tedesche. Christiane Groeben è membro attivo della congregazione luterana di Napoli. Riveste da dieci
anni il ruolo di capo tesoriere della Chiesa Luterana in Italia, carica che le ha permesso di toccare con mano i problemi, le opportunità e le sfide legate ad una confessione minore in
un’Italia a prevalenza cattolica. Nel 2008 è stata eletta Presidente del Sinodo, il corpo supremo della Chiesa Luterana in Italia. Questa nuova responsabilità le offre svariate occasioni per
incontri ecumenici internazionali e piattaforme per lo scambio di problematiche comuni.

DIALOGO INTERRELIGIOSO

Come esseri umani in un mondo sempre più globalizzato, ci troviamo costantemente di fronte a questioni, contesti, linguaggi e uomini e donne che arrivano da tradizioni e culture per noi
singolari. Comprendere ciò che non è familiare richiede processi di apprendimento che vanno oltre il comunicare attraverso un linguaggio comune. Non solo le parole, ma anche i gesti, i modi di interagire possono assumere diversi significati in realtà nazionali e sociali differenti. Ciò che può essere offensivo per una cultura può risultare elogiativo per un’altra. Alzare la
testa piuttosto bruscamente, per esempio, significa “no” a Napoli, e “sì” in India.

I conflitti spesso nascono laddove regole, convinzioni e fanatismo religioso vengono imposti, dove la libertà di scelta è soppressa, dove non esiste dialogo.

Il dono più potente dell’umanità è il linguaggio, ovvero, la capacità di comunicare perché solo la comunicazione porta alla comprensione. Le parole evocano azione e reazione, fanno succedere le cose. Esse hanno il potere di creare azioni che aiutano e guariscono, ma hanno anche il potere di ferire e distruggere. Secondo la Genesi, 1, Dio creò il mondo per mezzo
della Sua parola. Il breve film del 1938: “Wort und Tat” (Parola e Azione) può servire da esempio in merito a quello che le parole possono fare. Per mezzo di parole forti, Hitler creò non
solo nuove infrastrutture nella Germania post-Versailles – come mostrato nel film – ma anche infrastrutture finalizzate ad attuare l’omicidio organizzato, a livelli mai visti prima.

Il mio contributo si concentrerà sulla responsabilità che le chiese hanno di portare guarigione dove la pace del corpo e dell’anima è stata persa e a intervenire dove la giustizia è messa in
pericolo.

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