#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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AICHA ECH-CHANNA

Fondatrice Association de solidarité feminine, Marocco

Aïcha Ech-Channa, nata nel 1941 nella nuova medina di Casablanca, ha passato tutta la sua infanzia a Marakech. Nel 1960, si iscrive alla Scuola di Stato per le infermiere e ottiene il suo diploma di stato. Dal 1962 al 1980 fa l’animatrice d’educazione sanitaria e sociale presso la prefettura sanitaria di Casablanca.
La sua attività sociale inizia con la lotta contro la tubercolosi e il planning familiare. Fa la volontaria nella lega per la protezione dell’infanzia e l’educazione sanitaria.
Nel 1972, conduce una trasmissione televisiva dedicata all’educazione sanitaria attraverso la televisione e entra a far parte dell’Unione Nazionale delle Donne Marocchine a Casablanca.
Nel 1985, in un paese dove una donna incinta fuori dal matrimonio è una paria, va contro le tradizioni e crea l’Associazione Solidarietà Femminile per aiutare le ragazze madri e le madri abbandonate con a carico dei bambini piccoli. Agli occhi della legge, queste donne sono considerate come delle prostitute. Le famiglie le rinnega la maggior parte delle volte anche se sono state violentate. Il padre biologico perlopiù rifiuta di riconoscere il bambino. Nel 2003, si contavano nella Grande Casablanca circa 5.000 madri non sposate, di cui 1800 avrebbero dovuto abbandonare il bambino, una cifra ben al di sotto della realtà. L’obiettivo dell’Associazione è quello si proteggere le madri, dare loro una formazione e un lavoro per diventare autonome, non abbandonare il loro bambino ed evitare la trappola della rete della vendita dei neonati.
Nel 2003, la riforma della Moudawana, il codice di famiglia, ha permesso a molte ragazze madri di avere il riconoscimento del figlio da parte del padre naturale.
Nel 1995, l’Associazione riceve il Premio dei diritti umani della Francia a Parigi.
Nel 2009, Aïcha Ech-Channa vince il Premio Opus Prize 2009 ed è la finalista al Premio internazionale della donna dell’anno in Valle D’Aosta.

DONNE COME VITTIME NELLE AREE DI CONFLITTO E FAUTRICI DI PROCESSI DI PACE

L’Associazione, creata il 19 novembre 1985 dalla Sig.ra Aicha Ech-Channa (infermiera professionale) combatte l’ingiustizia sociale in una realtà culturale che condanna ed emargina le ragazze madri. La sua finalità principale è lottare contro questa discriminazione, promuovendo i principi dei diritti della donna e del bambino, incoraggiando un cambiamento di mentalità e comportamenti, assicurando l’autonomia della donna attraverso l’indipendenza finanziaria e il lavoro. Il suo obiettivo è migliorare le condizioni delle ragazze madri e dei loro bambini in Marocco, garantendo sostegno e un accompagnamento psico-medico sociale; prevenire l’abbandono dei bambini, favorendo la riabilitazione delle ragazze madri attraverso programmi di formazione educativa e professionale. Attraverso le sue iniziative Solidarité Féminine, sostiene il proprio ruolo nello sviluppo socio-economico del paese. L’organizzazione ha strumenti interni di gestione, monitoraggio e valutazione delle proprie attività e un organigramma che specifica ruoli e funzioni; attualmente comprende 56 membri, di cui: volontari (9), dipendenti a tempo pieno (32), membri onorari (9), esperti (3), addetti alla sorveglianza e al giardinaggio (3) nonché una ventina di tirocinanti all’anno.

Da gennaio 2003 a giugno 2010 abbiamo trattato annualmente:
• 1000 fascicoli, in media, sulla problematica del bambino nato fuori dal matrimonio,
• 50 coppie madre/bambino accompagnate ai programmi di preparazione all’inserimento professionale e agli asili-nido.
• 57 ragazze madri hanno seguito percorsi di alfabetizzazione e/o di formazione professionale.
• 261 bambini seguiti dagli asili-nido dell’associazione.
• 100% delle ragazze madri seguite da Solidarité Féminine non abbandona i propri bambini.
• 100% delle ragazze madri seguite da Solidarité Féminine trova un lavoro e soddisfa i propri bisogni quotidiani.
• 40% delle ragazze madri seguite da Solidarité Féminine ha un lavoro stabile con tutti i diritti sociali garantiti.

Riconoscimenti: • 1996: Premio dei Diritti Umani della Repubblica Francese. • 1996: Premio Grand Atlas per il libro “Miseria”. • 2000: Medaglia d’Onore dal Re del Marocco Mohammed VI. • 2005: Premio Elisabeth Norgall. • 2009: Premio Donna dell’Anno (Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, Italia). • 2009: Opus Prize.

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