#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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PETER ATKINS

Università di Oxford, U.K.

Peter Atkins ha studiato all’Università di Leicester dove è rimasto per conseguire il dottorato. Si è recato, in seguito, presso l’Università della California, Los Angeles in qualità di Harkness Fellow ed è successivamente tornato a Oxford in qualità di docente in chimica fisica e, nel 1965, membro del Lincoln College dove è rimasto Professore di chimica fino al suo ritiro nel 2007. Ha ricevuto dottorati onorari da università nel Regno Unito, Olanda e Russia ed è stato Visiting Professor presso università in Francia, Giappone, Cina, Nuova Zelanda e Isreale.

La sua ricerca si è sviluppata nell’applicazione della meccanica quantistica ai problemi chimici, ma con il tempo si è dedicato alla stesura di oltre 60 libri. Il più noto fra questi è Physical Chemistry, la cui nona edizione è attualmente in produzione; questo testo è subito diventato un best-seller fin dalla sua prima pubblicazione nel 1978, e continua ad esserlo; viene usato in tutto il mondo ed è stato tradotto in molte lingue. Altre sue opere includono Inorganic Chemistry, Molecular Quantum Mechanics, Physical Chemistry for the Life Sciences, Elements of Physical Chemistry, e diverse versioni di General Chemistry.

Scrive anche libri scientifici divulgativi, tra cui The Periodic Kingdom, The Second Law, e Creation Revisited. Uno di questi, Molecules, è stato descritto come ‘uno dei più bei libri di chimica di sempre’. Un libro per il grande pubblico è Galileo’s Finger, che racconta la sua selezione delle dieci grandi idee scientifiche. Il suo libro più recente di questo genere è Four Laws that Drive the Universe (2007).

Egli è grandemente coinvolto in una serie di attività internazionali, tra cui (fino al termine del 2005) presiedere il Committee on Chemistry Education of the International Union of Pure and Applied Chemistry che ha il compito di migliorare l’educazione alla chimica in tutto il mondo, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, e quello di incoraggiare e coordinare gli sforzi internazionali nei confronti del pubblico apprezzamento della chimica stessa. Aiuta anche ad organizzare la serie di Conferenze di Malta, che riunisce chimici di tutto il Medio Oriente.

LA SCIENZA COME STRUMETO DI COESISTENZA PACIFICA

La scienza è il veicolo perfetto per una comprensione internazionale. Quando l’umanità si è imbattuta nel metodo scientifico – sostanzialmente, sintesi, il perseguimento obiettivo della conoscenza attraverso l’esperimento sottoposto a pubblico scrutinio combinato con la logica stringente dell’espressione e la deduzione matematica – esso ha fornito un mezzo, perlomeno in principio, con cui le nazioni erano in grado di interloquire, libere dalle catene del condizionamento culturale, e grazie al quale potevano esprimersi senza il peso dei sottintesi politici e perseguire la comprensione senza il pregiudizio dell’antica autorità.
Non solo; la scienza poteva fornire gli strumenti per attaccare alla radice le cause del conflitto, inclusi l’approvvigionamento di cibo, acqua potabile, il potenziamento dell’agricoltura, la facilitazione sia fisica che virtuale della comunicazione e la generazione e distribuzione di energia. Non si può certo negare, ed è certamente riprovevole, che esso abbia fornito – non sempre per errore – anche metodi più efficienti per la menomazione, l’uccisione e per l’inquinamento. Tuttavia, nessun progresso di pensiero o tecnologico avrebbe potuto aver luogo senza il suo lato oscuro. Non l’oscurità, ma la luce e l’illuminazione che la scienza fornisce devono essere la base per il suo utilizzo da parte dell’umanità.

Il più importante fra i contributi potenziali della scienza alla pace mondiale è il suo ruolo nel fornire un metodo transnazionale, transculturale, transpolitico di rapportarsi. Là, nel dare al mondo un’opportunità per ricominciare liberi dalle animosità storiche, esso pone le fondamenta per una vera comprensione. Le mere aspirazioni non sono, tuttavia, abbastanza; introdurrò dunque un esempio concreto di come la scienza fornisca un veicolo di mutua comprensione in una delicata regione del mondo, il Medio Oriente, e vi inviterò a considerare come costruire su quel tipo di attività ed esplorare la varietà di modi
in cui la purezza intellettuale e l’utilità pratica della scienza possano essere usate nel nome della pace mondiale.

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