#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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MAURIZIO DALLOCCHIO

Cattedra nomura di finanza aziendale, Università L. Bocconi, Milano

Maurizio Dallocchio (Milano, 1958) è Professore di Finanza Aziendale all’Università Bocconi di Milano ed è titolare della cattedra “Nomura”. È inoltre Past Dean della SDA Bocconi School of Management. Dopo la laurea in Economia aziendale, ha studiato alla London Business School e alla New York University - Stern School of Business. Prima di ottenere la Cattedra alla Bocconi è stato Visiting Scholar presso il Department of Finance della New York University e ha insegnato in numerose Istituzioni internazionali.

Dottore commercialista, si interessa prevalentemente di finanza aziendale, ed in particolare di valutazione di aziende, di operazioni straordinarie, della predisposizione di piani e di progetti e valutazioni di danni-benefici nell’ambito di contenziosi. Ha pubblicato numerose monografie, ricerche, articoli, case study. Ha partecipato a prestigiosi advisory board di organizzazioni domestiche e internazionali; in più occasioni è stato membro di Commissioni di Studio governative. È stato Presidente dell’ Audit Committee della European Investment Bank.

E’ consigliere di amministrazione e membro del collegio sindacale di numerose Società ed Enti. Ha avuto ruoli e responsabilità nell’ambito di rilevanti operazioni straordinarie, fra le quali privatizzazioni, quotazioni, concentrazioni. In qualità di consigliere esperto è stato chiamato a ricoprire ruoli di responsabilità in banche e istituzioni finanziarie e previdenziali.

Maurizio Dallocchio parla Inglese e Francese.

GLI EFFETTI ECONOMICI DELLA RIDUZIONE DELLA SPESA MILITARE E DELLA PRODUZIONE DI ARMI.UNO STUDIO SULL’UNIONE EUROPEA

L’obiettivo della ricerca è duplice:
1) valutare gli effetti economici di una riduzione delle spese militari dell’Unione Europea;
2) esaminare il profilo economico e finanziario dell’industria della Difesa, con un focus specifico sul mercato europeo delle aziende nel settore dell’Aerospazio e della Difesa.
Definire il perimetro della spesa militare della quale ipotizziamo un decremento richiede alcune premesse sia qualitative che quantitative. La limitazione di base che abbiamo seguito concerne la minimizzazione dell’impatto negativo sui costi legati al personale e alla ricerca e sviluppo, che hanno ricadute civili. Abbiamo valutato gli effetti sul PIL nella UE e, per i paesi con il più alto tasso di spesa nella Difesa, abbiamo anche riscontrato un aumento della disoccupazione così come la diminuzione delle entrate fiscali e della ricerca e sviluppo riconducibile al taglio della spesa militare.
Abbiamo studiato il fenomeno anche a livello microeconomico. Siamo partiti dall’analisi delle performance economiche e finanziarie delle 10 maggiori realtà europee. Abbiamo successivamente studiato i possibili effetti su queste aziende associati al taglio delle spese militari.
I risultati dimostrano che l’impatto di una riduzione del 5% delle spese militari potrebbe liberare risorse sostanziose senza una eccessiva penalizzazione della solidità dei produttori di armi.

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