#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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HAROLD WALTER KROTO

Premio Nobel per la chimica 1996, U.K.

Sir Harold (Harry) Kroto è stato uno dei destinatari del Premio Nobel per la Chimica nel 1996, lo stesso anno in cui venne nominato cavaliere per il suo contributo alla chimica. E’ Membro della Royal Society di Londra e Professore Emerito alla University of Sussex di Brighton, Regno Unito. Insegna attualmente alla Florida State University, ove ha
incominciato un’iniziativa educativa nota come Global Educational Outreach for Science, Engineering, and Technology, o GEOSET (www.geoset.info and www.geoset.fsu.edu).
Questa tenta di sfruttare le rivoluzionarie dinamiche creative di Internet (il GooYouWikiWorld) per migliorare il livello generale dell’insegnamento scientifico nel mondo. Ottiene una laurea a pieni voti in chimica nel 1961 e un PhD in spectroscopia molecolare nel 1964 alla University of Sheffield nello South Yorkshire, Regno Unito. Dopo un corso
post-dottorato al National Research Council di Ottawa dal 1964 al 1966, trascorre un anno ai Murray Hill Bell Laboratories nel New Jersey, e nel 1967 comincia la propria carriera accademica alla University of Sussex.
Nel 1970 il suo gruppo di lavoro conduce studi radio astronomici e di laboratorio su lunghe catene molecolari di carbonio, e scopre che queste molecole esistono nello spazio interstellare. Nel 1985, lavora con Richard Smalley e Robert Curl alla Rice University in Texas, conducendo esperimenti di laboratorio che simulano reazioni chimiche nell’atmosfera dei giganti rossi e scopre l’esistenza del C60 Buckminsterfullereno, una nuova forma di carbonio. Questo lavoro vale a Smalley, Curl, e Kroto il Premio Nobel per la Chimica.
Nel 1995, inaugura il Vega Science Trust (www.vega.org.uk) per creare film scientifici di qualità sufficientemente alta per la trasmissione televisiva. Ha ottenuto 29 lauree onorarie da università nel Regno Unito e all’estero, accanto a numerosi premi scientifici. Dal 2004 è nel Board of Scientific Governors allo Scripps Institute. Nel 2007, diventa membro della
National Academy of Sciences.
Il suo programma di ricerca alla Florida State University si focalizza sullo spettro dei costituenti molecolari del vapore di carbonio; lo sviluppo di nuove disposizioni bidimensionali e i sistemi associati di strutture aperte di legami metallo/organici oltre che peptidi; la stabilizzazione di piccoli fullereni; dispositivi basati su nanotubi di carbonio.

SCIENZA, SOCIETÀ E PACE NEL VENTUNESIMO SECOLO

Una condizione necessaria (seppur sfortunatamente non sufficiente) affinchè fiorisca la creatività nelle scienze e nelle arti è un ambiente socio-politico liberal/democratico. In Europa ciò si manifestò durante l’Illuminismo quando Galileo, Copernico e altri posero le fondamenta per la filosofia naturale basata sulla dimostrazione.
“Le Scienze”, finalmente e dopo molte difficoltà, maturarono e segnarono la nascita dell’Illuminismo. L’importanza della libertà intellettuale e personale per il progresso umano è chiaramente manifesta nel successo esponenziale delle scienze nel risolvere molti problemi umanitari, dalla fame e le malattie allo sviluppo di più normali tecnologie che rendono la vita moderna relativamente piacevole per molti - specialmente nei paesi avanzati. Il lato negativo, tuttavia, è la sconsiderata brama di una pletora di governi a voler sfruttare le potenzialità delle scienze per costruire armi sempre più potenti e distruttive. La filosofia della scienza, basata sul dubbio, è anche un antidoto cruciale alla stoltezza derivante da qualsiasi tipo di dogma. Solo il dubbio lascia aperta la strada per qualsivoglia impresa umana.
Sfortunatamente, non è chiaro che il progresso socio-politico dell’umanità abbia mantenuto un andamento proporzionato, poiché sembriamo ancora incapaci di risolvere le nostre patetiche e ritrite differenze interpersonali, internazionali e interrazziali senza spedire gente giovane ad ammazzarsi. Nel Ventunesimo secolo abbiamo raggiunto uno spartiacque per cui la razza umana ora si confronta con uno scenario critico significativamente più grave di qualsiasi altro in passato. Queste minacce possono essere superate solo attraverso l’educazione liberale dei giovani, in modo che la prossima
generazione di decisori sviluppi la saggezza necessaria a sopravvivere. Nonostante le decisioni sagge non siano garantite dal sapere, il buon senso suggerisce che la saggezza sia un’improbabile conseguenza dell’ignoranza. È interessante riflettere sul fatto che i politici chiave che decisero di intraprendere una guerra recente, professino una fedeltà incrollabile ad una filosofia basata sul dogma. Tale atteggiamento è stato la base per ignorare le prove basate su algoritmi scientifici e diventa sempre più pericoloso con il proliferare delle armi di distruzione di massa.

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