#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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GIACOMO VACIAGO

Professore in politica economica Università Cattolica, Milano

Nato nel 1942, si è laureato in Economia e Commercio nel 1964 presso l'Università Cattolica di Milano. Nel 1968 ha conseguito il Master of Philosophy in Economia all'Università di Oxford. Tra il 1970 e il 1989 è stato prima incaricato e poi ordinario di Economia Politica presso l'Università di Ancona, della quale ha anche diretto l'Istituto di Economia.
È stato Vicepresidente di Ancitel, Consigliere Economico di Citibank (1980-1991), Presidente di Citinvest (1983-1991), Membro del Comitato per la politica economica e sociale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1984-1987), Direttore del Progetto Finalizzato Economia del C.N.R. (1985-1989), Visiting Scholar alla Fed, Washington (1985); Consigliere Economico del Ministro del Tesoro (1987-1989), Membro del Consiglio Scientifico dell'Istituto di ricerca sulla Dinamica dei Sistemi Economici del C.N.R. di Milano (1988-1996) e consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri (1992- 1993). È stato membro del Comitato Tecnico-Scientifico del Ministero del Bilancio (1992-1998). Nel 1992 è stato Visiting Fellow di Christ Church, Oxford.
Dal gennaio 2003 al marzo 2005 è stato Consigliere scientifico del Ministro Urbani. È altresì stato membro della Società Italiana degli Economisti (dal 1976) e Presidente di ref. (Ricerche per l'Economia e la Finanza) dal 2000 al 2004. Dal 1994 al 1998 è stato Sindaco di Piacenza. Dal 1983, scrive per il Sole24Ore. Giacomo Vaciago è sposato, ha 4 figli e 9 nipoti, è autore di diversi libri e saggi. Fra i suoi scritti: La new economy” (con E. Vaciago, 2001), L'Euro, una moneta completa (2002), “The Reputation of a newborn Central Bank” (with Z. Rotondi, 2003), “Il declino dell’economia italiana” (2003); “La tutela del risparmio” (2004), “Are Europe’s interest rates led by FED announcements?” (con A. Monticini, 2004), “The Fed’s Reaction to Asset Prices” (con Z. Rotondi, 2005), “Per tornare a crescere” (intervista di I. Ferrario, 2005), “La nuova Banca d’Italia” (2006), “Il governo della città: una riforma tradita” (2006), “Quanto vale la concorrenza” (2006), “Competenze per capire l’economia”, (2007), “Gli immobili pubblici... ovvero, purchè restino immobili ” (2007), “Ancora sul merito”, (2007), “Crisi dei mercati finanziari e scarsa informazione” (2007), “Lessons from the ECB experience: Frankfurt still matters!” (con Z. Rotondi, 2007), “The Murky Side of Local Banks: Relationship vs Informal Banking” (con G. Ferri, Z. Rotondi, 2007), “La politica nazionale a sovranità ridotta” (2008), “La crisi del dollaro” (2008), “Food and energy: just another bubble?” (2008).

ABSTRACT - GIACOMO VACIAGO

L’obiettivo di garantire un adeguato accesso al cibo a quelle fasce della popolazione mondiale ancora oggi escluse dai processi di produzione e distribuzione alimentare ha assunto negli anni un’importanza crescente, fino a diventare uno dei temi di maggior rilievo all’interno dell’agenda politica internazionale. D’altronde, da sempre il cibo costituisce per le Nazioni un bene strategico, al pari dell’energia e degli armamenti.
Purtroppo l’interazione di numerose variabili economiche, sociali ed ambientali - in uno scenario globale caratterizzato da frequenti e significativi shock – rende la sfida molto impegnativa.
In particolare, la recente crisi alimentare e le significative contromisure pubbliche poste in essere hanno evidenziato i limiti insiti nell’attuale sistema di mercati regolamentati. Limiti tanto di trasparenza quanto di efficienza. In questo contesto, l’incredibile rapidità nel rialzo dei prezzi dei beni agricoli ha reso particolarmente difficile la gestione della crisi, con conseguenze drammatiche per le fasce più deboli della popolazione nei Paesi più poveri. Le ragioni degli squilibri che si sono verificati sono da ricercare sia sul fronte della domanda che dell’offerta di prodotti agricoli. Accanto alle variabili che determinano tradizionalmente la formazione dei prezzi sui mercati agro-alimentari (variabili meteorologiche, produttività dei suoli, ecc.), appaiono emergere con forza nuovi fattori: un forte aumento della domanda dei prodotti agricoli coinvolti nella produzione di carburanti di origine vegetale (biofuel); la crescita economica impetuosa di Paesi come Cina e India e della loro domanda di cibo; un ampio fenomeno di speculazione finanziaria sulle materie prime agro-alimentari; le prime significative avvisaglie degli impatti delle variazioni climatiche su scala globale. Ognuno di questi fattori, preso singolarmente, non è probabilmente in grado di generare una crisi globale quale quella recentemente sperimentata; la coincidenza di tali fenomeni, tra loro interrelati, però, può avere un effetto esplosivo, e dare vita in pochi mesi - come è purtroppo successo - all’incremento dei prezzi agricoli più rapido dal 1970 ad oggi.
Permangono inoltre politiche protezionistiche attivate da molti Governi del mondo, che concorrono a introdurre ulteriori elementi di distorsione sui mercati, così come motivi di preoccupazione legati alla disponibilità di acqua.
L’analisi di questo quadro complessivo suggerisce la necessità di un ripensamento delle politiche, dei mercati e delle linee di intervento delle Istituzioni locali ed internazionali.

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