#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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CARLO BERNARDINI

Fisico e membro di USPID, Roma

Carlo Bernardini (Lecce, 22 aprile 1930), studia fisica all’università di Roma dove si laurea nel 1952 e incomincia subito a lavorare con Enrico Persico al Sincrotrone dei Laboratori di Frascati.
Nel 1960 collabora con il piccolo gruppo guidato da Bruno Touschek alla realizzazione del primo anello collisore materia-antimateria, AdA, che verrà collaudato nel 1963 presso il laboratorio di Orsay. Propone e completa alcuni esperimenti all’elettrosincrotrone di Frascati. Vince la cattedra di Fisica generale a Napoli nel 1969; rientra a Roma su Metodi matematici della fisica nel 1971 e svolge attività sia teorica che sperimentale. Preside della Facoltà di Scienze MFN, viene eletto al Senato nella VII legislatura.
Organizza uno dei primi dottorati di ricerca nel 1983 e fa parte del Consiglio Scientifico dell’INFN per alcuni anni.
È autore di numerosi trattat, manuali didattici, libri di epistemologia, di politica della ricerca e saggi di varia cultura: tra questi, Fisica degli atomi e dei nuclei (con Silvia Tamburini) per Zanichelli, Che cos’è una legge fisica per gli Editori Riuniti, Fisica e
strumenti matematici per gli Editori Riuniti, Lezioni di fisica nucleare (con Carlo Guaraldo) per gli Editori Riuniti, Metodi matematici della fisica (con Orlando Ragnisco e Paolo Maria Santini) per Carocci, La relatività speciale per Carocci, La Fisica nella cultura italiana del ‘900 per Laterza, Idee per il governo: la ricerca scientifica per Laterza, Le idee geniali (con Silvia Tamburini) per Dedalo, Contare e raccontare (con Tullio De Mauro) per Laterza, Prima lezione di fisica per Laterza. Ha presieduto il Comitato per il centenario della nascita di Enrio Fermi nel 2001. È professore emerito a Roma Sapienza. È direttore della rivista Sapere (Dedalo).

ABSTRACT - CARLO BERNARDINI

Parlerò del problema dell’impiego sempre crescente di armi convenzionali in tutto il mondo, specie nei conflitti detti “missioni di pace” o di “esportazione della democrazia”. Citerò alcuni dati che riguardano sia il commercio che la legislazione relativa al traffico di armi convenzionali nel mondo e, in particolare, in Italia. Indicherò la natura di alcuni problemi di condotta delle operazioni militari contro il “terrorismo” nella valutazione di esperti delle Nazioni Unite preoccupati dell’uso di tecnologie avanzate ai danni delle popolazioni civili. Proporrò di sottoscrivere un appello a tutti gli esperti scientifici perché non prestino la loro opera in ogni tipo di attività del cosiddetto settore “militareindustriale”.

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