#S4P2017

POST-VERITA'

17 NOVEMBRE 2017 UNIVERSITÀ BOCCONI MILANO

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ANGELO SCARABEL

Professore di lingua e letteratura araba, università CA’ Foscari, Venezia

Angelo Scarabel (n. 1948) si è laureato in Lingua e Letteratura Araba all'Università di Roma La Sapienza con una Tesi di Laurea di argomento islamistico sotto la guida del prof. A. Bausani. Ricercatore presso la stessa Università (1981-1993), è stato poi professore associato (1993-2000) ed in seguito professore ordinario di Lingua e Letteratura Araba presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, dove dal 1995 assicura l'insegnamento di Storia della Filosofia Islamica. È membro di numerose associazioni di studiosi del settore arabo-islamistico, italiane ed internazionali.

Suoi ambiti di ricerca sono quelli della letteratura religiosa islamica, riguardo alle dottrine ed alle scuole del Sufismo, ed alle fonti della religiosità musulmana; allo sviluppo del pensiero ideologico e religioso, ed alla loro mutua relazione, nel corso della storia recente del mondo arabo-islamico, ed ha dedicando alcuni suoi studi all'evoluzione del pensiero politico-religioso arabo del xx secolo, ed alle dottrine del cosiddetto fondamentalismo islamico, ed in particolare alla personalità di uno dei suoi principali esponenti ideologici, Sayyid Qutb.

Ha al suo attivo numerosi studi sugli argomenti succitati, pubblicati su riviste scientifiche italiane e straniere. Tra i suoi libri, Islam (Queriniana, Brescia 2000) e Sufismo.Storia e dottrine (Carocci, Roma 2007).

ABSTRACT - ANGELO SCARABEL

Metodologicamente, i conflitti religiosi si possono dividere in propri ed inpropri. I conflitti religiosi propri sono quelli che si svolgono all'interno di una religione, o tra più religioni o tradizioni, ma in ogni caso riguardano gli esponenti a qualunque titolo istituzionali di queste religioni. In quanto tali, sono conflitti che si esprimono nelle modalità verbali o scritte, fino all'anatema ed all'invettiva. Nei casi in cui tale conflitto, verbale o scritto, si manifesti in forme violente sul piano fisico, come quando si eseguano sentenze di condanna per apostasia, eresia od altro, ci si trova di fronte ad un atto di violenza che rientra nelle misure prese dalle istituzioni come punizione del colpevole.

Quando il conflitto religioso assume i connotati di una guerra, civile o tra compagini a qualsiasi titolo statali, si può parlare di conflitti religiosi impropri. In questo caso, infatti, si può parlare di conflitti motivati da convinzioni religiose, ma gestiti e condotti per lo più da non religiosi, almeno nel senso stretto del termine: "laici" che interpretano, con differenti gradi di fedeltà, il dettato religioso. In questi casi, è spesso difficile identificare le componenti altre da quelle religiose che intervengono a generare il conflitto. Ogni caso diventa un caso a parte, le cui cause vanno analizzate specificatamente. Sotto questo aspetto, quanto alle origini, conflitti religiosi, ideologici o economici, non sono diversi: sono tutti la risultante di esigenze, vere o presunte, affermate dai protagonisti.

La religione dell'Islàm è allo stesso tempo religione e società, cioè dottrina, credo e realtà civile; il che fa sì che anche i conflitti nei quali queste società sono coinvolte possono, più o meno direttamete, essere ricondotti alla religione o ad una sua rappresentazione.

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