#S4P2018

DISUGUAGLIANZE GLOBALI

15-16 NOVEMBRE 2018 UNIVERSITÀ BOCCONI

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Capire la guerra, lavorare per la pace
  • Con il nostro impegno diamo una speranza a chi ne ha più bisogno

    Alla fine dell’estate 1999, la Società scientifica italiana di Anatomia Patologica promosse un appello per la partecipazione a un progetto di cooperazione internazionale. Si trattava di collaborare con la Associazione Vittorio Tison per la realizzazione di un laboratorio di anatomia patologica all’ospedale Bugando di Mwanza (Tanzania), provvedendo alla formazione del personale locale. Così ci radunammo in un gruppo di patologi per cominciare a organizzare il progetto e le relative missioni, che iniziarono nei primi mesi del 2000. Eravamo 10-15 colleghi, abbastanza disorganizzati, ma di buona volontà e con un po’ di spirito di avventura. A mano a mano che il progetto è andato avanti, è cresciuta la consapevolezza che, anche nei contesti a basse risorse, la diagnosi e la prevenzione siano elementi fondamentali per la salute. E che la diagnosi in particolare rappresenti, a prescindere dalla condizione sociale, un diritto fondamentale di chiunque debba essere sottoposto a un trattamento medico o chirurgico. La cosiddetta «medicina eroica», così comune nei Paesi in via di sviluppo, e la logica del «meglio che niente… intanto operiamo e poi vedremo se ci saranno risultati», negano la possibilità di una cura corretta e mirata. Nessuno di noi, abitanti di questa parte del mondo, sarebbe disposto ad accettare qualsiasi terapia senza conoscere la malattia da cui è affetto. Perché, al contrario, gli «africani» dovrebbero esserlo?

  • Quanto pesano le differenze di genere sulla salute?

    Negli ultimi 40 anni la medicina è stata riscritta, tante sono le ricerche e i risultati che hanno portato a conoscenze davvero importanti tanto da poter oggi individuare,  diagnosticare e curare malattie che, quando io mi sono laureata, o non si conoscevano o se ne conoscevano solo alcune caratteristiche e la terapia era davvero molto arretrata. Abbiamo in questi decenni messo a fuoco metodi di diagnosi, conoscenze fisiopatologiche e modalità di cure impensabili e che ci sorprendono ogni giorno. Abbiamo però trascurato un fatto importante..
     

  • La dieta mediterranea non è uguale per tutti

    Aumentano le disparità sociali a tavola, anche nella qualità dei cibi
     
    Passata alle cronache come modello alimentare salvavita, la dieta mediterranea si trova ora imbrigliata in un paradosso dal quale è difficile districarsi. Scoperta nella seconda metà del secolo scorso dal fisiologo statunitense Ancel Keys, questo modo di alimentarsi tipico dei Paesi dell’Europa del Sud e...